Nuova influenza: chiuse due scuole a Roma

Il viceministro della Salute Fazio: "In via precauzionale chiusura per due scuole con cinque casi di febbre suina. Controlli su 400 studenti". I giovani erano tornati martedì da un viaggio con le classi a New York. Chiusi il convitto Vittorio Emanuele II e lo scientifico Alighieri

Roma - Due scuole chiuse per l'influenza suina. Il viceministro per la Salute, Ferruccio Fazio, ha stabilito in via precauzionale la chiusura immediata per sette giorni di due istituti romani: il convitto nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo scientifico Dante Alighieri, dopo la positività all’influenza A riscontrata ieri su cinque studenti, tornati il 19 maggio da un viaggio di studio a New York. È la prima volta in Italia che si chiudono in via precauzionale delle scuole, per limitare al minimo il rischio di contagio tra studenti come previsto dalle misure preventive di sicurezza messe a punto dal ministero della Salute.

Le scuole I due istituti scolastici chiusi per precauzione per una settimana dal viceministro della Salute Fazio sono il convitto nazionale Vittorio Emanuele II di piazza Monte Grappa e il liceo scientifico Dante Alighieri di via Ennio Quirino Visconti 13. Nelle due scuole, fanno sapere dal ministero, sono stati accertati ieri cinque casi di nuova influenza. In totale salgono a 14 i pazienti con casi accertati di influenza suina.

Accertamenti per 400 I cinque liceali romani risultati positivi alla nuova influenza "facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto un gruppo di altri 10mila studenti a New York: stiamo ora rintracciando tutti i 400 studenti per verifiche" spiega il viceministro alla Salute, precisando che si dovrà ora verificare se gli studenti del gruppo del quale facevano parte i liceali colpiti dal virus A/H1N1 siano successivamente andati a scuola dopo il rientro da New York il 19 maggio.

La situazione mondiale Secondo gli ultimi dati dell’Oms la nuova influenza ha colpito oltre 11mila persone, con 85 morti. In pochi giorni i casi in Giappone sono saliti a 259. Una situazione che ha portato l’Oms a valutare una eventuale flessibilità dei criteri per dichiarare lo stato di pandemia di influenza, e quindi il passaggio del livello di allerta per l’ influenza A/H1N1 dall’attuale fase cinque alla sei, ovvero l’ allerta massima, quella della pandemia. Il direttore generale dell’Oms, Margaret Chan, "sta considerando l’eventualità di considerare altri criteri, dopo le richiesta formulata da alcuni Paesi membri di non prendere in considerazione solo il fattore dell’estensione geografica" ha spiegato oggi la portavoce dell’Oms Gaya Gamhewage.