Nuovo Policlinico San Donato: cardiochirurgia all’avanguardia

Inaugurata la nuova struttura sanitaria presenti Berlusconi, Formigoni e la Moratti. Il premier: "Un esempio dell’eccellenza lombarda". Medici coinvolti in 167 missioni umanitarie

«Quasi dispiace di non averne bisogno!». Rompe il ghiaccio con una battuta il premier Silvio Berlusconi durante l’inaugurazione del nuovo Policlinico San Donato, «un'esemplare e simbolica realizzazione», «un esempio dell'eccellenza lombarda in sanità». Prima di tagliare il nastro insieme al presidente Roberto Formigoni, lancia un appello agli imprenditori: «Investite sulla sanità, secondo stime delle Nazioni Unite nei prossimi otto anni questo settore subirà un incremento del 50 per cento». La ricetta del premier è chiara: «pubblico e privato devono lavorare insieme per migliorare la sanità italiana e ridurre le disparità che esistono tra regioni virtuose come la Lombardia e altre che invece costituiscono esempi negativi».
Dalla teoria alla pratica, «L’ampliamento dell’Irccs Policlinico San Donato, infatti, non è costato nulla allo Stato né alla Regione - spiega il presidente del Gruppo Giuseppe Rotelli - in quanto è stato interamente autofinanziato dall’Azienda».
Ha una forma di stella cometa la nuova struttura ed è costituita da un complesso di cinque corpi di fabbrica articolati in due monoblocchi con 435 posti letto, il dipartimento di emergenza urgenza, 12 sale operatorie, 45 posti di Terapia intensiva, Rianimazione e tutti i servizi diagnostici. I due volumi a forma di vela, invece, sono destinati agli ambulatori e ai laboratori dell’università, mentre l’ampia piazzetta centrale ospita l’ingresso, i servizi di ristoro e l’albergo per i famigliari dei pazienti. «È questa la nuova tipologia di ospedale che si va affermando anche in Europa sull’esempio di un’esperienza positiva ultraventennale negli Stati Uniti - chiarisce Rotelli -: migliora la parte alberghiera che raggiunge standard elevati con aria condizionata ovunque e camere a due letti con bagno». Tra le eccellenze del Policlinico, spiccano il Centro di Cardiochirurgia, primo d’Italia, e quello di Cardiologia Pediatrica interventistica tra i più specializzati per la chirurgia vascolare, dell’esofago e l’ortopedia protesica. «È evidente - sottolinea il sindaco Letizia Moratti - che questo centro offre un esempio positivo di ricerca, formazione e cura e soprattutto testimonia l’impegno di un imprenditore privato che lavora per la salute di tutti i cittadini».
I medici del Policlinico non restano chiusi tra le mura dell’ospedale, a San Donato. Racconta Rotelli che «negli ultimi quindici anni, sotto la direzione del cardiochirurgo Alessandro Frigiola, sono state compiute 167 missioni umanitarie in 21 paesi, durante le quali sono state studiati oltre 3mila bambini affetti da cardiopatie congenite e sono stati eseguiti in loco 1.157 interventi chirurgici, che hanno salvato la vita a questi piccoli pazienti». E ancora, «negli ultimi tre anni, le equipe di quaranta università americane sono venute a San Donato per imparare l’intervento di rimodellamento del ventricolo sinistro, un intervento alternativo al trapianto toracico».