Obbedienze milanesi

A nche a Milano, come nel resto d'Italia, «massoneria» è un termine che andrebbe opportunamente declinato al plurale. Nel capoluogo lombardo sono infatti presenti le tre maggiori «obbedienze» nazionali, come vengono chiamate le federazioni di logge dotate di un coordinamento interno, oltre ad alcuni «corpi rituali» minori. A Milano, il Grande Oriente d'Italia ha la sua sede in corso di Porta Nuova 16 e può contare su circa 900 aderenti suddivisi in 32 logge. La Gran Loggia d'Italia, dopo essere stata a lungo ospitata in uno sfavillante palazzo di piazza Sant'Alessandro, si è ora insediata in via Amedeo d'Aosta 2, ma è alla ricerca di una collocazione più centrale e più spaziosa, in cui possano essere accolti i «fratelli» italiani e stranieri che arriveranno in città per l'Expo, oltre ai circa 250 iscritti milanesi, ripartiti in 13 logge. Alla Gran Loggia Regolare d'Italia, che a Milano ha sede in piazza Duca d'Aosta 12, fanno capo quattro logge, frequentate da circa 120 persone. Questi dati forniscono un'idea delle dimensioni, peraltro in sensibile crescita, delle obbedienze milanesi, ma non ne colgono certo le specificità, che risiedono piuttosto nelle diverse strutturazioni delle rispettive identità esoteriche. Il Grande Oriente, che con i suoi oltre 19.000 iscritti è la più antica e la più estesa istituzione massonica italiana, contempla al suo interno una pluralità di «riti», cioè di modalità di svolgimento del percorso iniziatico che ogni massone deve intraprendere, e non annovera al suo interno affiliati di sesso femminile, come prescritto dalle norme emanate dalla Gran Loggia d'Inghilterra.
La Gran Loggia d'Italia, nata nel 1908 da una scissione dal Grande Oriente, ammette invece tra i suoi iscritti le donne, ha un carattere adogmatico, guarda alle massonerie di area mediterranea e a quella francese in particolare, e al suo interno adotta unicamente il Rito Scozzese Antico e Accettato, che prevede una scala gerarchica di 33 gradi, talvolta conferiti nell'ambito di sofisticate cerimonie. La Gran Loggia Regolare d'Italia, nata anch'essa da una scissione dal Grande Oriente ma in tempi recenti, è la più anglosassone tra le obbedienze italiane: la sua struttura, impostata con un spirito pragmatico, annovera solo tre gradi, i suoi membri sono chiamati a svolgere un intenso lavoro di approfondimento filosofico, la sua prospettiva di ricerca si fonda sulla consapevolezza, non del tutto condivisa dalle altre obbedienze, che la massoneria affonda le sue radici nel pensiero neoplatonico, e non in quello illuminista. Queste tre istituzioni sono però accomunate da un processo di apertura verso la società, di vera e propria divulgazione della propria storia e della propria cultura presso i non massoni che, negli ultimi anni, a Milano e dintorni, ha preso forma attraverso l'organizzazione di convegni su «fratelli» illustri, di concerti, di mostre. In questa attività si è distinto soprattutto il Grande Oriente, che può ancora contare su un radicamento diffuso nella società milanese, dovuto anche alle numerose realtà di carattere sociale nate dall'impegno dei suoi aderenti, come la Società Umanitaria o Il Pane Quotidiano. Per quanto riguarda la spiritualità iniziatica delle tre obbedienze, possiamo anzitutto dire che prevale di gran lunga su qualsiasi altro aspetto, vero o presunto, dell'identità massonica.
Visitando le logge milanesi, non si ha affatto la sensazione di trovarsi in luoghi di potere occulto, in cabine di regia di chissà quale operazione politica o finanziaria. Senza dubbio in passato tra i protagonisti della vita sociale di Milano ci sono stati molti massoni, che hanno ricoperto cariche importanti nell'alta finanza, nei partiti cosiddetti «laici» e nelle università, ma da alcuni decenni la situazione è alquanto mutata. Nemmeno nel capoluogo lombardo la massoneria può essere ancora considerata «il vero partito della borghesia», come la definiva Gramsci. Alle logge milanesi appartengono membri di vari ceti sociali, con una maggioranza tuttora composta da liberi professionisti che però non provengono più solo dal mondo del diritto o della medicina: in vertiginosa crescita sono le domande di affiliazione di architetti, di creativi di ogni genere e soprattutto di musicisti! Anche l'età media dei nuovi iscritti si è parecchio abbassata: oggi è attorno ai quarant'anni, ma i trentenni sono sempre più numerosi. Probabilmente la massoneria si è ormai ritagliata un ruolo formativo, che esercita nei confronti di molti milanesi che sentono il bisogno di un'esperienza spirituale intensa, ma diversa da quella offerta dalle confessioni religiose.