Oltre 100mila intercettazioni per spiare la vita privata del Cav

Concluse le indagini preliminari dei tredici
indagati, accusati a vario titolo di associazione per
delinquere finalizzata alla corruzione e al favoreggiamento
della prostituzione, nell’ambito dell’inchiesta della procura
di Bari sulle "escort" portate, tra il 2008 e 2009, da
Gianpaolo Tarantini nelle residenze private del premier. Sono oltre 100mila le conversazioni
telefoniche e ambientali effettuate fino all’estate del 2009. Anche l'Arcuri tra le donne che Tarantini voleva far prostituire. Ma Ghedini minimizza: "Erano solo serate conviviali"

Bari - Concluse le indagini preliminari dei tredici indagati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al favoreggiamento della prostituzione, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Bari sulle "escort" portate, tra il 2008 e 2009, da Gianpaolo Tarantini nelle residenze private del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Sabina Began, soprannominata da molti l’ape regina, risulta essere tra le otto persone a cui i militari della Guardia di Finanza hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che contiene 28 capi di imputazione.

Le persone indagate nell'inchiesta Oltre a Sabina Began, tra gli indagati a cui viene notificato l’avviso di fine indagine, ci sono anche i fratelli Claudio e Gianpaolo Tarantini, l’avvocato brindisino Salvatore (detto Totò) Castellaneta e l’amico di Gianpi, Massimiliano Verdoscia. Quest’ultimo è già stato condannato in primo grado dal gup del tribunale di Bari a quattro anni e quattro mesi per i "coca party" organizzati da Tarantini in Sardegna. Sono oltre 100mila le conversazioni telefoniche e ambientali effettuate fino all’estate del 2009. Tarantini, Castellaneta, Faraone e Verdoscia sono accusati di "essersi associati tra loro" essendo coinvolti nel reclutamento di donne "al fine di farle esercitare la prostituzione con Berlusconi in occasione degli incontri organizzati presso le sue residenze". In particolare il "Tarantini, promotore ed organizzatore dell’associazione al fine di consolidare il rapporto con Berlusconi (avviato nell’estate del 2008) ed ottenere, per il suo tramite incarichi istituzionali ed allacciare, avvalendosi della sua intermediazione, rapporti di tipo affaristico con i vertici della Protezione Civile, di Finmeccanica e di società a quest’ultima collegate" avrebbe cercato "donne, personalmente e per il tramite degli altri, persuadendole a prostituirsi o rafforzando il loro iniziale proposito di prostituirsi in occasione degli incontri che egli stesso organizzava presso le residenze di Berlusconi". La scelta delle ragazze avveniva secondo "specifiche caratteristiche fisiche (giovane età, corporatura esile etc)" dando anche disposizioni sull’abbigliamento da indossare e il comportamento da assumere negli incontri. Le vicende in questione sarebbe riconducibili tra il settembre 2008 e il maggio 2009.

Il caso Arcuri C’e anche Manuela Arcuri tra le donne che Gianpaolo Tarantini voleva far prostituire: le chiese di prostituirsi con Berlusconi promettendole che il premier l’avrebbe favorita nella conduzione del Festival di Sanremo ma lei rifiutò. Se ne parla nell’avviso di conclusione delle indagini sulle escort portate nelle residenze di Silvio Berlusconi. 

Ghedini e Longo minimizzano "Le prospettazioni accusatorie contenute nel capo di imputazioni per la vicenda di Bari, non solo vedono totalmente estraneo il presidente Berlusconi, ma dimostrano la sua completa non conoscenza circa l’asserito comportamento del Tarantini e dei suoi coindagati", hanno replicato i legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo. "Del tutto infondate invece - aggiungono i due avvocati - appaiono le ricostruzioni delle serate, che erano soltanto riunioni conviviali, come più volte affermato dalle stesse protagoniste".