Opel, Berlino: "Interessante piano Fiat" Il titolo del Lingotto vola in Borsa: +8%

Marchionne a Berlino per trattare. L'offerta sale a un miliardo. Ma il governo tedesco: "Servono 5-7 miliardi di euro di prestiti ponte". Resteranno aperti 3 stabilimenti Opel su quattro. Il titolo Fiat riguadagna gli 8 euro a piazza Affari

Berlino - Comprare Opel senza indebitarsi. L'offerta sale a un miliardo tondo. Dopo l’accordo con Chrysler, la Fiat punta a concludere le nozze con il gruppo tedesco creando, entro la prossima estate, "un gigante europeo dell’auto". Un colosso da 80 miliardi di fatturato, con 6/7 milioni di auto vendute ogni anno. Un piano che piace molto al ministro tedesco dell’Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg: "E' interessante, ora va valorizzato".

Il titolo vola Vola Fiat in Piazza Affari. Nella giornata dell’avvio ufficiale delle trattative su Opel il titolo della casa torinese ha chiuso una seduta di forti acquisti in rialzo dell’8,05% a 8,12 euro, riagguantando la soglia degli 8 euro che non vedeva dallo scorso ottobre. Boom di scambi: sono passate di mano oltre 80 milioni di azioni, pari al 7,3% del capitale, contro i circa 63 milioni della media giornaliera dell’ultimo mese di contrattazioni.

Offerta da un miliardo Un "matrimonio in paradiso", lo definisce l’ad Sergio Marchionne, che oggi è a Berlino per convincere governo e sindacati tedeschi dopo averla spuntata la settimana scorsa negli Stati Uniti. E la Borsa premia il titolo: dopo il ribasso di venerdì, prima dell’annuncio del presidente Obama, oggi la quotazione è in rialzo sopra gli 8 euro, con rialzi fino al 7%. In piazza Affari piace soprattutto l’ipotesi di uno scorporo del settore auto: la divisione core del Lingotto si unirebbe a Chrysler e a General Motors Europa per creare il nuovo gigante, già forte in Europa, in Nord America e nell’America Latina. "La Fiat - ha detto Reineker Einenkel responsabile del comitato d’impresa dello stabilimento Opel di Bochum - ha aumentato la sua offerta ad un miliardo di euro". Un altro esponente sindacale, Armin Schild, aveva affermato in precedenza che l’offerta ammontava a meno di 750 milioni. Secondo Einekel, l’offerta resta "insufficiente" perché ha ricordato come Opel abbia bisogno per proseguire la sua attività di circa 3,3 miliardi. Inoltre, ha aggiunto, Fiat "non ha ancora presentato un piano industriale e finanziario" per l’eventuale acquisizione.

Le richieste di Berlino "La Fiat stima di aver bisogno circa di 5-7 miliardi di euro di prestiti-ponte per concludere l’affare Gm Europa". Dopo l’incontro con Marchionne il ministro dell’Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg, è sembrato entusiasta del piano auspicando, tuttavia, per Opel un investitore a lungo termine che porti avanti "un piano realmente attuabile e che non funzioni solo per qualche mese". Secondo il ministro tedesco dell'Economia, la Fiat ha, infatti, presentato un piano "interessante", che adesso deve essere "valorizzato". Il ministro ha, però, puntualizzato che il gruppo tedesco manterrà tre su quattro impianti: "Gli impianti di assemblaggio saranno mantenuti e sarà mantenuta la sede opel in germania". Zu Guttenberg ha fatto sapere che aranno mantenuti i siti di assemblaggio di Ruesselheim, Eisenach e Bochum, mentre quello di Kaiserslautern, che produce motori, "necessita di consolidamento". Ma il ministro degli Esteri tedesco e vice cancelliere, Frank-Walter Steinmeier, non è d'accordo: "Tutti gli impianti Opel in Germania devono essere mantenuti e chi punta ad acquistare l’azienda deve anche specificare il luogo della sede della nuova società".

Spin off e quotazione in Borsa Con Chrysler e con l’eventuale acquisizione di GM Europa, Fiat Group Automobiles arriverà ad un fatturato di circa 80 miliardi, un peso troppo grande rispetto agli altri settori controllati dal gruppo. Attualmente l’auto rappresenta già il 50% circa del fatturato complessivo del gruppo torinese: di qui, la possibilità di decidere lo spin off del settore auto e una sua futura quotazione in borsa. Questo il progetto, secondo quanto risulta a Radiocor, illustrato da Marchionne spiegando, però, che il gruppo non ha ancora fatto ricorso alla recente linea di credito concessa dalle banche ad inizio anno.