Oxa e Conte, viaggio live nella musica

Oggi all'Arcimboldi la cantante pugliese in un unico show ipertecnologico. Da domani cinque serate con l’artista astigiano tra jazz e swing

Da una parte, l'avvocato, mai forse così disilluso, ma che non rinuncia a far sognare il proprio pubblico. Dall'altra, la voce più trasformista della musica leggera di casa nostra. Signore e signori, Paolo Conte e Anna Oxa, protagonisti incontrastati della settimana di concerti ospitata dagli Arcimboldi. Proprio la 49enne cantante barese si esibirà stasera (ore 21, ingresso 50/25 euro) sulla scia del nuovo album Proxima, il primo composto da brani inediti dopo quattro anni di silenzio discografico e assenza dalle scene. Un disco nel quale accantona il repertorio più sperimentale (come, per esempio, la discussa partecipazione al Festival di Sanremo 2006 con l'ermetico Processo a me stessa scritto per lei da Pasquale Panella; o ancora il progetto Nel cuore della voce, realizzato due anni fa per «La Musica dei Cieli», rassegna di concerti nelle chiese di Milano e provincia, a suggello di una svolta mistica che l'ha portata ad abbracciare il buddismo), per riscoprire la passione per il pop. Pop d'autore, s'intende, come racconta il ricco parterre di autori che hanno scritto per lei: da Pacifico a Ivano Fossati passando per Francesco Bianconi (Baustelle) e Mara Redeghieri (Üstmamò). La Oxa di oggi è un'artista disposta a smontare e smitizzare l'immagine snob e raffinata di qualche tempo fa, anche scherzando con le canzoni di maggior successo (Io no, Non scendo, È tutto un attimo, Donna con te), quelle che mandano in visibilio i fan che la riconoscono come una vera e propria diva. Il nuovo spettacolo live, perfettamente in bilico tra passato e futuro, è un concentrato di invenzioni, sorprese, colpi ad effetto e un pizzico di ricerca. L'inizio è shock con un insieme di suoni, vocalizzi e sperimentazioni che compongono la traccia «fantasma» del nuovo cd e la Oxa vestita con un abito formato da lampadine che rappresentano le uniche luci in scena. Tra le curiosità, anche una riuscita parodia di Wanda Osiris.
Tutt'altra musica con Paolo Conte, classe 1937, tra i giganti riconosciuti della canzone d'autore nazionale, per cinque sere consecutive in città, a cominciare da domani (ore 21, ingresso 60/30 euro). Per Conte è tempo di bilanci: «Mi ritengo già fin troppo fortunato per quello che sono riuscito a ottenere, perché all'inizio mai mi sarei aspettato un favore di pubblico di questo tipo. Sono sempre stato parco nelle richieste verso me stesso, ho sempre continuato a sperare di scrivere una bella canzone, magari migliore di altre, niente di più. Forse avrei potuto osare di più, musicalmente, chissà... un modo più anarchico».
Sarà pure stanco di fare canzoni, come raccontava negli ultimi anni, ma l'avvocato astigiano, con il nuovo album Nelson - 15 inediti (cantanti in inglese, francese, spagnolo e anche napoletano…) che vivono nel mondo della poesia, piccole elegie «contro la barbarie del quotidiano» -, dimostra una volta di più di appartenere a quella stirpe di musicisti che, nonostante gli anni che passano, quando si tratta di inventiva e originalità, non perdono mai un colpo. Accompagnato da una piccola, grande orchestra di 10 elementi, promette un viaggio all'interno di un repertorio ultraquarantennale. Un percorso in un «mondo sonoro a parte», che da Onda su onda si spinge fino ai giorni nostri. Per raccontare con penna leggera e intelligente le difficoltà esistenziali dell'uomo contemporaneo e l'irresistibile fascinazione di terre lontane.