Via al pacchetto anti-crisi Il Comune paga l’affitto a 20mila famiglie povere

Pronti due milioni e mezzo per gli inquilini delle case popolari. Parte il progetto da 325 alloggi in housing sociale alla Barona

Una mano a ventimila famiglie in difficoltà. Il Comune ha pronto un pacchetto anti-crisi da due milioni e mezzo di euro per aiutare gli inquilini delle case popolari che faticano a pagare l’affitto. Un provvedimento che il sindaco Letizia Moratti presenterà nei prossimi giorni con gli assessori competenti, e che è stato studiato per coprire quasi interamente il costo dell’alloggio alle famiglie più povere: il contributo viene previsto infatti dalla giunta con un importo fisso di duecento euro all’anno per ogni nucleo che ne avrà diritto, e se per i redditi via via più elevati il sostegno affitti avrà una minore incidenza sul canone, per i casi più disagiati che sono tenuti al pagamento di 240 euro all’anno di fatto il contributo basta a saldare l’80 per cento del canone stesso. "In un momento di difficoltà economica è una delle misure che abbiamo deciso di prendere per azzerare il costo dell’affitto a chi è in una condizione di disagio pesante" conferma il sindaco Moratti.
Già dall’anno scorso Palazzo Marino ha approvato un fondo straordinario da oltre un milione e mezzo di euro per fare fronte alla difficoltà a pagare l’affitto di moltissime famiglie che risiedono nel patrimonio degli alloggi pubblici del Comune. I dati forniti dagli ex gestori della ditta Global Service, integrati con quelli forniti da Aler che nel 2010 ha preso in carico anche le case comunali, hanno permesso di individuare meglio l’area del bisogno e quindi i criteri per assegnare l’aiuto a chi ne ha davvero più bisogno. Verranno privilegiate in particolare le famiglie che sono rimaste escluse dal vecchio contributo e chi è in regola con i pagamenti delle bollette. I potenziali beneficiari sono stimati intorno alle ventimila unità.
Nella seduta di venerdì scorso, la giunta ha poi accorciato i tempi per il nuovo quartiere popolare che nascerà in via Voltri, nella zona a sud di Milano non lontano dalla Barona e da viale Famagosta. Il modello è quello dell’housing sociale, 325 alloggi (distribuiti tra quattro edifici di otto piani ciascuno e altri due immobili che ospiteranno anche servizi) dove ci saranno appartamenti in vendita o in affitto, a canone speciale, moderato e convenzionato. In modo da garantire il mix sociale ed evitare la nascita di altri ghetti. La giunta ha adottato il progetto della cordata capitanata da Pessina Costruzioni (e disegnato dall’architetto Cecchi) che ha vinto la gara indetta dal Comune per realizzare e gestire il patrimonio. Ora passeranno circa tre mesi per l’approvazione definitiva ma nel 2011 apriranno i cantieri ed entro due anni e mezzo verranno consegnate le chiavi. Non solo alloggi, ma spazi per socializzare. Come il centro aggregativo giovanile, lo sportello ascolto donna, un giardino da 8.530 metri quadrati con un percorso ciclopedonale e 411 tipi di piante diverse. All’interno della superficie complessiva del progetto (di 25.046 metri quadri) ci saranno anche l’ufficio postale, il centro per la prima infanzia, lo sportello del custode sociale e un grande parcheggio, nell’area oggi utilizzata dall’ospedale San Paolo, di fianco a quello che sarà il nuovo insediamento. "Mettendo a disposizione delle cooperative sociali questa e altre aree il Comune - spiega l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli - aumenta l’offerta di alloggi a canone moderato e garantisce il mix sociale, una collaborazione col privato sociale che ci permette di superare il modello dei vecchi quartieri-ghetto». Finalmente, puntualizza, «il dibattito spesso ideologico che c’è stato sull’housing sociale lascia spazio a modelli concreti, che potranno aumentare dopo l’approvazione del Piano di governo del territorio".