Le dichiarazioni choc di Nicosia. M. Falcone: "Provo disgusto"

Un coro di sdegno e ribrezzo per le intercettazioni dell'assistente parlamentare Antonello Nicosia, arrestato all’alba dai finanzieri del Gico di Palermo e dai carabinieri del Ros. L'uomo è accusato di aver fatto da tramite tra i clan e il carcere

Quella che si è abbattuta stamattina è una valanga che porta strascichi anche a livello politico. Il coinvolgimento di Antonello Nicosia, militante Radicale, indicato come tramite tra clan mafiosi e il carcere che per la sua attività di collaboratore parlamentare tendeva a visitare. Nicosia, 48 anni, originario di Sciacca (Agrigento), è stato arrestato all’alba dai finanzieri del Gico di Palermo e dai carabinieri del Ros. E adesso c'è una lunga sequela di dichiarazioni di chi prende la distanze. A partire da Paolo Gentiloni, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, che su Twitter scrive. "Le intercettazioni di questo Nicosia sono squallide e raccapriccianti. Il suo caso dice a tutti che la minaccia mafiosa è attuale e va presa sul serio". Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio prende le distanze via social ma a Twitter preferisce Facebook. "Da Shanghai, leggo dell'arresto di Antonello Nicosia, membro del Comitato nazionale dei Radicali italiani, accusato di fare da tramite tra i capimafia in carcere e i clan. Non voglio entrare nei dettagli, sarà la magistratura ad occuparsene, ma lasciatemi dire che uno che considera Messina Denaro 'il nostro premier' e che insulta la memoria di Falcone e Borsellino definendo le stragi del 1992 'un incidente sul lavoro fa ribrezzo. Sono parole sconvolgenti, scioccanti, che indipendentemente dalle implicazioni di Nicosia devono farci riflettere. La mafia c'è, esiste, fa schifo e va combattuta ogni giorno. Senza nessuna paura. Siamo più forti di loro, non dimentichiamocelo mai". Di Maio, poi cita una frase di Paolo Borsellino: "Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo". Rita Bernardini lo etichetta come un cretino. "Mai stato iscritto al Partito Radicale, ma a Radicali italiani (eletto al Consiglio Generale). Non mi piaceva il suo modo di fare e l'ho scaricato tanti anni fa quando mi chiedeva di entrare in carcere a nome del movimento. Detto questo, più che un messaggero della mafia, mi è sempre sembrato un esaltato, un cretino". Anche Nicola Morra va giù pesante. Il presidente della commissione Antimafia commenta su Facebook. "Far uscire dal carcere i pizzini degli uomini di Matteo Messina Denaro era il suo compito, che svolgeva diligentemente. Ed adesso siamo impegnati, attendendo le motivazioni della Consulta, a modificare la norma sull'ergastolo ostativo. Se siamo in guerra, e parecchi dei nostri non lo intendono...Non aggiungo altro"

Un coro di sdegno arriva anche dalla Sicilia e da chi ne ha preso formalmente le distanze. Maria Falcone, sorella del giudice ucciso dalla mafia e presidente della Fondazione che porta il nome del magistrato si chiede alla luce di questa indagine: "Se non sia necessario rivedere la legislazione in materia di colloqui e visite con i detenuti al regime carcerario duro. Non dimentichiamoci che lo scopo del 41 bis è spezzare il legame tra il capomafia e il territorio, recidere le relazioni tra il boss e il clan: scopo che si raggiunge solo limitando rigorosamente i contatti tra i detenuti e l'esterno". E sull'idea che Nicosia, intercettato, chiedeva d cambiare nome all'aeroporto di Palermo, Maria Falcone replica. "Le parole offensive di questo sedicente difensore dei diritti dei deboli suscitano solo disgusto". Parlando di Falcone poi aggiungeva che, in fondo, aveva avuto "un incidente sul lavoro" e che comunque più che un magistrato era un politico. "Quando leggi queste notizie ti domandi fino a che punto arrivi l'intelligenza diabolica degli uomini di mafia". In una nota i parlamentari del MoVimento 5 Stelle della Commissione parlamentare d'inchiesta Antimafia scrivono. "Usare le istituzioni come tramite, macchiandone il nome e l'operato è vergognoso. Come è evidente, la mafia c'è, e noi continueremo a combatterla con ogni mezzo", concludono i deputati pentastellati. Sul cambio del nome dell'aeroporto qualche anno fa fu proposta dall'attuale presidente dell'Ars Gianfranco Micciché: "Nel 2012 proposi di cambiare il nome dell'aeroporto 'Falcone e Borsellino ma era solo per una questione di marketing, non per sminuire la figura di Falcone che per me è una persona meravigliosa, un esempio per tutti noi - dice Miccichè -. Questi sono i delinquenti che vorrebbero cambiare il nome di una aeroporto perché amici della mafia. Io proposi di cambiare il nome dell'aeroporto e intitolare ai due magistrati le aule magna delle università, ad esempio". Nella pagina Facebook di Gesap, la società di gestione dell'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo c'è una foto dell'ingresso dello scalo con il nome in bella mostra. "A noi questa immagine regala emozioni forti, orgogliosi di portare il nome di due uomini coraggiosi".