L'invasione dei limoni spagnoli col fungicida cancerogeno

Operazione del corpo forestale in un centro commerciale di Siracusa: i limoni erano stati trattati con Imaxalil, un fungicida cancerogeno

Una quarantina di confezioni contenenti limoni provenienti dalla Spagna sono state sequestrate dal corpo forestale della Regione siciliana. Durante le attività di controllo, i militari hanno scoperto una partita di limoni iberici che erano stati trattati con Imaxalil, un fungicida cancerogeno. Lo ha fatto sapere l'assessore regionale siciliano all'Agricoltura Edy Bandiera: "La salute e la tutela della qualità siciliana, prima di tutto".

Sulla vicenda è anche intervenuto l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao: "Quando denunciamo i trattati di libero scambio senza le clausole di salvaguardia, gli intellettuali da salotto ci guardano con sufficienza – afferma Corrao - Quando denunciamo l‘invasione di prodotti stranieri sugli scaffali dei supermercati senza che quantomeno l'origine sia ben visibile in etichetta, qualche ex ministro ci ha accusato di diffondere fake news. Oggi grazie ai controlli della Regione siciliana si scopre che in un mercato di Siracusa ci sono limoni spagnoli trattati con prodotti tossici. Abbiamo fatto e continuiamo a fare pressione alla commissione dell'Unione europea affinché si attivino le clausole di salvaguardia previsti e mai attivate degli accordi di libero scambio dell'Unione europea al fine di fermare non solo la concorrenza sleale con il settore agrumicolo, ma anche un vero e proprio attacco alla nostra salute da parte di prodotti che arrivano direttamente nelle nostre case senza dazi e spesso senza aver rispettato diritti umani, norme igienico sanitarie e di informazioni di tracciabilità".

Corrao si è inoltre congratulato con il corpo forestale della Regione Siciliana, augurandosi che “la Regione potenzi i controlli e si faccia promotrice di protocolli d'intesa con le forze dell'ordine per garantire la sicurezza alimentare". La vicenda dei limoni siciliani, però, ripropone la questione tracciabilità dei prodotti. I nostri mercati, infatti, vengono spesso invasi da prodotti su cui si conosce poco o niente. Questo perché provengono da paesi che hanno, in quest campo, normative meno stringenti delle nostre.

Commenti

titina

Sab, 02/11/2019 - 12:34

E le arance e i clementini spagnoli sono uguali?

titina

Sab, 02/11/2019 - 12:51

ho letto l'etichetta delle clementine acquistate questa mattina e proveniente dalla Spagna: sono trattate con Imaxalil, devo gettarle?

ziobeppe1951

Sab, 02/11/2019 - 13:02

Mah...non si può regalare la Sicilia alla Tunisia?

Ritratto di bandog

bandog

Sab, 02/11/2019 - 13:07

fatemi capire...limoni spagnoli in Sicilia????siamo al delirio purooooo...

scorpione2

Sab, 02/11/2019 - 13:40

marooooooon che scoperta, la sicilia invasa da limoni della spagna, che tradotto, venduti ai supermercati come limoni siciliani, lo stesso vale per arance,clementini e tutta la frutta in genere, rende di piu' in questo modo che coltivare.

Ritratto di ager

ager

Sab, 02/11/2019 - 13:53

Lavoro nel settore dei controlli sull'ortofrutta, penso di sapere ciò che dico. La Spagna esporta in Italia la sua mer... perché le leggi comunitarie glielo permettono. a questo occorre aggiungere grazie alla politica miope di Renzi (era lui al governo) si adottarono le sanzioni ASSURDE contro la Russia privando il comparto italiano dell'ortofrutta di un mercato importantissimo, e costringendo l'Italia ad assorbire parte della produzione spagnola a scapito della propria perchè ricordatevelo bene in Sagna hanno investito e tanto i crucchi

titina

Sab, 02/11/2019 - 14:27

x ager. Non comprerò più prodotti spagnoli.

giovanni951

Sab, 02/11/2019 - 14:31

e le arance ed olive che arrivano dalla tunisia come stanno a schifezze chimiche?

ROUTE66

Sab, 02/11/2019 - 14:36

MA QUESTO FUNGICIDA CANCEROGENO SI PUò USARE LIBERAMENTE,OPPURE è PROIBITO. CERCHIAMO DI CHIARIRE QUESTO ASPETTO.

ClaudioB

Sab, 02/11/2019 - 14:49

E' già da parecchio tempo che faccio molta attenzione ad acquistare prodotti (tranne rarissimi casi) esclusivamente italiani. Questo sia per sostenere i produttori nostrani sia per i problemi descritti in questo articolo. L'Italia è la patria degli agrumi, ma davvero dobbiamo consumare quelli esteri? Ieri ho visto dei bellissimi, dal punto di vista estetico, limoni in un supermarket, ho controllato ed erano importati dal Sudafrica! Bah!

ruggerobarretti

Sab, 02/11/2019 - 15:15

Passi commento ed anche le stupidaggini dei politici di turno. Grave invece il responso del controllo almeno in base a quanto scritto. Quel prodotto è ammesso ed usato in tutta la UE, Italia inclusa. Va indicato in etichetta perché l' impiego rende non edibile la buccia degli agrumi, in quanto prodotto potenzialmente cancerogeno ( come quasi tutto). L' unica infrazione sarebbe l' eventuale non indicazione in etichetta o la presenza del prodotto su frutti etichettati come bío. Conoscendo le metodiche di certi controllori, propendere i più per la cantonata.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Sab, 02/11/2019 - 16:18

Furbi questi "commercianti" Siciliani!...Brave QUESTE Autorità di controllo"!Nei banchi "frutta" di diversi Supermercati,ho visto però da ANNI "agrumi trattati con Imaxalil",in bella mostra!Consiglio a produttori e commercianti,di farsi parte in causa,e DENUNCIARE prodotti del genere,per la qualificazione del loro prodotto(che potrà anche costare qualche centesimo di più al Kilo,e per la salute dei consumatori.Consiglio poi,che gli "Agricoltori" formino dei "Consorzi in difesa della qualità",con sensibilizzazione/denuncia con "diversi mezzi di comunicazione",per mettere in guardia il consumatore,e denunciare pericolose tecniche di "conservazione" e di "cultura",che entrano in sleale competizione con un BUON PRODOTTO ITALIANO!

ilrompiballe

Sab, 02/11/2019 - 16:28

Disgraziatamente siamo entrati in una comunità nella quale l'unica azione comune è di fottere il prossimo in tutti i modi possibili. Comunque negli acquisti occorre fare molta attenzione. Non compro roba straniera, alla faccia della UE, e se l'etichetta non precisa l'origine del prodotto, lo lascio al suo posto. Peggio ancora se è trattato con sostanze che non conosco. Un po' di prudenza non fa mai male.

ettore10

Sab, 02/11/2019 - 16:34

Una volta c'erano ottimi limoni e aranci siciliani. Cosa è successo?

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Sab, 02/11/2019 - 16:34

@titina 14:27...non è certo il massimo,anzi sarebbe meglio non comperarne proprio più!Il problema comunque riguarda sopratutto i LIMONI,la cui buccia spesso viene utilizzata in cucina,laddove dovete acquistare solo prodotti con la scritta "buccia edibile"(sperando che non abbiano fatto la solita furbata...).Certo che anche le ARANCE,per il fatto che "di solito" non si usa la loro buccia,sono TUTTE trattate con questa porcheria!!Quando ordinate un bell'aperitivo,colorato,con decorazioni varie,e la classica fettina di Arancia(non sbucciata),l'avranno lavata bene?(per esempio con soluzione di Bicarbonato di sodio,e spazzolata con la stessa soluzione?)...Non credo!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Sab, 02/11/2019 - 16:46

@ettore10 16:34....non ci sono sufficienti "risorse" per andare a raccoglierli!Per questo ne stiamo importando milionate!

ruggerobarretti

Sab, 02/11/2019 - 18:39

Scorpione2: venduti come siciliani??? Non credo proprio, venduti senza tante problematiche per quello che sono: spagnoli o argentini. Però il problema non è origine legata all' uso di certi prodotti, perché questi si usano ovunque. Il problema semmai è che ormai il consumatore segue le stagioni della GDO e non quelle della natura.

Ritratto di equitaly

equitaly

Sab, 02/11/2019 - 19:37

ruggerobarretti.....l'unico vero ragionamento corretto dei presenti. sicuramente i limoni in questione dovevano essere di provenienza argentina o sudafricana....praticamente limoni vecchi di 4/5 mesi...con eccessiva marciscenza dello stesso...e ripuliti alla belle e meglio. Il vero limone spagnolo, attualmente e' il piu' pregiato che esista sui mercati europei....sia per estetica che per bonta' in tavola. Fate un semplice ragionamento...perche' il prodotto spagnolo, nella fattispecie il limone, viene importato e commercializzato in italia con prezzi mediamente alti, mentre il limone italiano in spagna non ne viene importato neanche un kilo?...altro problema e' se nella confezione l'etichetta era falsa o incompleta...e questo succede un po' dappertutto.

Raffaello13

Sab, 02/11/2019 - 22:27

E magari sono i tedeschi che vendono in Spagna il fungicida Cancerogeno, visto che loro nella Prima Guerra Mondiale hanno inventato i gas asfissianti, con la loro Industria Chimica all'avanguardia...

Dordolio

Dom, 03/11/2019 - 08:00

Attenzione. I limoni di cui parlate dovrebbero riportare la scritta (quantomeno sulla cassetta che li contiene) BUCCIA NON EDIBILE. Il fatto è che spesso questa NON APPARE sul cartello dove invece è indicata la provenienza col prezzo. Bisogna "guardare sotto il bancone" ho notato... Volete poi agrumi non trattati? Semplicemente scegliete quelli IN FOGLIA... Se poi volete il massimo ragionevole di sicurezza cercate quelli biologici. Lì di pesticidi non ne troverete affatto. Ma potrebbero essere più piccoli, e meno belli. E costare di più.

Dordolio

Dom, 03/11/2019 - 08:08

equitaly ha delle ragioni. Ma il discorso spagnolo affonda su una superiore capacità di commercializzazione degli iberici dei loro prodotti. Idem per quel che riguarda i pompelmi israeliani, ormai uno standard di diffusione e qualità. E perchè: noi in Italia non disponiamo di tutto questo bendiddio? Il clima dei Paesi in questione comunque - va detto - si presta meglio: a Madrid nei banchi dei supermercati si trovano delle ottime arance (loro) già molto prima della loro presenza qui da noi. Ma l'impressione è CHE NON SAPPIAMO VENDERE ADEGUATAMENTE e i produttori nostri siano disorganizzati. E non competitivi quindi, al dunque. E convenga alla distribuzione far arrivare enormi TIR refrigerati dalla Spagna (che sono qui in poche ore e li vedi in autostrada) invece che trattare il prodotto nazionale.

ruggerobarretti

Dom, 03/11/2019 - 08:33

Se sono i più buoni non lo so, che siano tra i più belli è probabile. E per il moderno consumo è sicuramente un punto a favore. In più sicuramente i costi di produzione sono piu' bassi. Per quanto riguarda il controllo, così come scritto, manca qualche informazione importante. Si è fatto il titolo ad effetto sul prodotto utilizzato, ma non si è specificato assolutamente perché la merce è stata sequestrata. Perché come detto l' uso di quel prodotto è assolutamente legale.

ruggerobarretti

Dom, 03/11/2019 - 10:13

Aggiungo sul controllo: il sequestro può essere avvenuto o perché da campionamento precedente è emerso un tenore di residui del fungicida oltre i limiti, ed allora la cosa è sacrosanta. Oppure la merce può essere stata bloccata perché non erano presenti i riferimenti nelle etichette. E qui le ragioni del sequestro sono meno valide. Se i limoni erano allo stato sfuso, sul cartello apposto sopra la merce non Vi è l' obbligo di indicare la presenza del conservante. Sull' etichetta degli imballaggi si. L' eventuale infrazione è però sanabile al momento, previa sanzione amministrativa di 770/1100 euro, apponendo l' indicazione mancante. Però ripeto la norma è controversa. Piuttosto risalta che in Italia quando serve, gli addetti primari a certi controlli non vengono presi in considerazione. E la cosa non è seria.

ruggerobarretti

Dom, 03/11/2019 - 10:23

X Dordolio: l' osservazione sul consumo di agrumi " affogliati" è esatta. Normalmente il frutto con le foglie non subisce trattamenti post- raccolta. Sul biologico sarei più cauto. È vero che in teoria non dovrebbero contenere alcun residuo, ma la certificazione non è proprio terza. Altra stortura del sistema italico. In quanto alla disorganizzazione dei produttori italiani, ti devo smentire: non è così. Abbiamo ditte commerciali/ OP che detengono ancora larghe fette di mercato; è certo che i ns costi di produzione sono più alti.

Divoll

Lun, 04/11/2019 - 23:33

La sovranita' si riconquista anche col carrello della spesa: e' bene informarsi sempre sulla provenienza dei prodotti e comprare solo quelli italiani, da aziende (ancora) italiane (basta fare una veloce consultazione in rete sui prodotti preferiti). Occhio, che gli olii Carapelli, Sasso e Bertolli ora apparatengono agli spagnoli, Galbani e Castelli alla Lactalis francese, Pernigotti e Novi ai turchi.

Divoll

Lun, 04/11/2019 - 23:37

Se tutti lasciassimo marcire i prodotti stranieri sugli scaffali, molte cose cambierebbero in Italia, garantito. In Russia hanno risollevato enormemente la propria agricoltura proprio grazie alla capillare campagna di acquisto dei prodotti autoctoni. E se lo hanno fatto loro, a maggior ragione possiamo farlo noi. Basta solo tenersi un po' informati. Fa anche bene alla salute!

Divoll

Lun, 04/11/2019 - 23:38

USCIRE DALLA UE sempre piu' urgente.