La famiglia di Ana: "Insulti dalle donne? Anche questo è femminicidio"

Chiede silenzio la famiglia della giovane donna uccisa a Partinico dall'uomo che amava. La cugina, attraverso un lungo post su Facebook si scaglia contro le donne che difendono l'assassino

Rompe il silenzio la famiglia di Ana, la giovane di 30 anni uccisa a Partinico in provincia di Palermo dal suo amante. Con un lungo post su Facebook, si scaglia contro le donne che difendono l'assassino. "In quattro giorni abbiamo letto di tutto, ogni genere di insulto possibile ed immaginabile. Adesso basta. Adesso parliamo noi. Ana era una ragazza come tantissime altre. Libera di fare ciò che voleva della propria vita".

È lo sfogo, sui social, di Monica Di Piazza, cugina di Ana Di Piazza. L'assassino reo confesso Antonino Borgia, 51 anni, ha detto di averla uccisa dopo una lite. "Fino ad oggi la famiglia Di Piazza ha mantenuto un silenzio rispettoso nei confronti di questa immensa tragedia", dice la cugina. "Abbiamo evitato di rilasciare dichiarazioni, di parlare dell'accaduto e di aggiungere, delle parole, che a mio parere sarebbero state semplicemente futili di fronte ad un abominio di questo genere. Adesso però siamo stanchi". In "quattro giorni abbiamo letto di tutto, ogni genere di insulto possibile ed immaginabile, ora parliamo noi - dice -Ana era una ragazza come tantissime altre libera di fare ciò che voleva della propria vita". "Si è parlato di femminicidio, sono state fatte manifestazioni ma a cosa servono ogni anno queste pagliacciate, si passatemi il termine, perché sono solo tali, delle grandissime pagliacciate", aggiunge.

"A cosa servono quando sono le stesse donne a commettere femminicidio? - denuncia -A cosa serve quando donne come questa qui sotto (indica il post ndr), dicono determinate cose? Una delle tantissime aggiungerei, purtroppo. Il femminicidio non è solo un uomo che uccide una donna. Il femminicidio è anche questo. C'è un immenso dolore che avvolge tutta questa situazione". "Ma la cosa più grave è che ormai lei gli occhi non li riaprirà domani mattina convinta che fosse solo un brutto sogno, il bambino che portava in grembo non nascerà mai e il piccolo che ha già 11 anni crescerà senza la madre". E conclude: "Evitate le battutine squallide, 'ma lei però', o la peggior frase che si possa dire 'sì però lei si è cercata questa finè. Abbiate rispetto. State zitti".

Ana è stata uccisa a coltellate dal suo amante. Il corpo della donna è stato ritrovato nelle campagne del Palermitano tra Balestrate e Partinico. A ricostruire l'omicidio è stato proprio Antonio Borgia, arrestato dai carabinieri dopo poche ore. Ana aveva una relazione con l'imprenditore da circa un anno e gli aveva comunicato che aspettava un figlio da lui. I due si sono incontrati nella zona di Balestrate, quando gli ha detto di aspettare un bambino e gli ha chiesto un aiuto economico, l'uomo avrebbe iniziato a colpirla più volte prima con un coltello e poi con un bastone. Fino ad ucciderla.

Le parole del padre dell'assassino

"L’incitazione che le donne oggi fanno con la parità fa andare un uomo fuori di testa. Questo è successo a mio figlio", ha detto Vito Borgia, l’anziano padre del 51enne. "Voglio chiedere scusa alla famiglia di Ana, sono cose che non si devono fare - ha aggiunto - sono il papà e l’ho cresciuto con una certa educazione. Ma l’incitazione che le donne hanno con la parità fa andare un uomo fuori di testa, si permettono di dire delle cose, incitare, volere, pretendere".