Revocati arresti a Zamparini: "Chiederò 100 milioni di risarcimento"

Prima la radiazione a ricoprire qualunque ruolo in ambiti federali, poi la notizia della revoca degli arresti domiciliari, Maurizio Zamparini da ieri è un uomo libero

Maurizio Zamparini torna in corsa. Il Tribunale federale nazionale sezione disciplinare presieduto da Cesare Mastrocola ha deciso per l'ex presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, l'inibizione di cinque anni con la preclusione ex art. 19, comma 3 del Cgs Figc vigente ratione tempori (la radiazione) a ricoprire qualunque ruolo in ambiti federali, per irregolarità contabili legate alla gestione del Palermo.

Ieri sera, poco dopo cena, è cominciata a circolare la voce di una revoca degli arresti domiciliari in attesa del processo di settembre in cui sarà chiamato a rispondere di false comunicazioni alla Covisoc. Una notizia confermata poco dopo dallo stesso Zamparini che a Palermo Repubblica ha commentato la sua vicenda giudiziaria. "Ora dopo quest’incubo durato sei mesi sono pronto a tornare, mi sentivo un leone in gabbia senza poter fare il presidente e l’imprenditore", ha detto dopo la decisione del giudice Bruno Fasciana, presidente della quarta sezione del tribunale di Palermo di attenuargli le misure cautelari imposte dal tribunale del riesame nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione degli ultimi tre anni dell'Us città di Palermo. Zamparini dei conti del club. "Adesso torniamo a giocare, finalmente a poter rivalermi su quanto ha fatto la federazione nei miei confronti in questi tre anni – annuncia Zamparini a Repubblica– Voglio chiedere un risarcimento di 100 milioni alla Figc che per tre anni ha controllato i miei bilanci e non ha detto nulla. Ho già dato mandato ai miei avvocati. Si sbagliava di grosso chi pensava di mandare in pensione Maurizio Zamparini".

Intanto il Palermo riparte dalle proprie ceneri. Ieri è arrivata la comunicazione da parte della Figc della mancata iscrizione al campionato di serie B e della relativa adesione al campionato dilettanti. La prossima scadenza è quella del 23 luglio. Alle ore 20 è il termine ultimo per gli aspiranti proprietari di presentare tutta la documentazione necessaria per acquisire il nuovo club. Poi nel giro di un paio di giorni il sindaco Leoluca Orlando e il magistrato Leonardo Guarnotta dovranno scegliere la soluzione migliore per il futuro del Palermo. Il tempo stringe perché il 29 luglio alle ore 15, altro termine perentorio, scadrà la dead line per presentare la domanda di iscrizione in Serie D. Tra i documenti dovrà essere presentato un business plan, attestante i requisiti organizzativi, patrimoniali e finanziari della costituenda società. Inoltre la nuova società dovrà presentare un assegno circolare non trasferibile di un milione di euro.