Sicilia, presidi in fuga e concorso bloccato: trentotto andranno in pensione grazie a quota 100

In Sicilia è allarme mancanza di dirigenti scolastici. A settembre mancheranno 38 presidi che vanno in pensione grazie a quota 100 e i concorsi intanto sono fermi al palo

Mancano i dirigenti scolastici e in Sicilia è allarme presidi. Molti andranno in pensione proprio in queste settimane sfruttando le agevolazioni di Quota 100 ma non c’è ricambio generazionale è così, a settembre ci saranno scuole senza presidi. La Direttiva Ministeriale 2019 dispone propio sulla conferma degli incarichi di presidenza nelle scuole statali per l’anno scolastico 2019/2020.

A Palermo, ci sono 57 scuole senza dirigente su un totale di 201 istituti. Questo significa che molti presidi dovranno fare la spola su più istituti per garantire il regolare svolgimento dell’attività socialistica e considerano che fra due mesi ricomincia l’anno scolastico, il tempo davvero stringe. "A settembre - sottolinea Maurizio Franzò, capo dell’Associazione nazionale presidi in Sicilia - le reggenze potrebbero anche superare le 180 unità perché, oltre ai pensionamenti e alle sedi già libere, ci sono presidi che chiederanno di andare in servizio all’estero, presidi distaccati o comandati in altre mansioni".

In totale, 650 dirigenti scolastici dovranno occuparsi di 832 scuole siciliane. Un numero preoccupante soprattutto nei piccoli centri dell’isola. L’Anp nazionale ha lanciato l’allarme a livello generale. "Non riteniamo condivisibile spiegano in una nota -, l’annullamento della procedura concorsuale: essa condurrebbe il sistema scolastico al collasso per l’insostenibile numero di reggenze e negherebbe i diritti di chi ha meritoriamente superato tutte le prove concorsuali".

Non va meglio nelle altre regioni d’Italia. Mario Rusconi, presidente dell'Associazione Nazionale Presidi del Lazio, commentando la sentenza del Tar che ha annullato lo scritto del concorso per i dirigenti scolastici, dice: "Non voglio entrare nel merito della sentenza del Tar Lazio sul concorso per i dirigenti scolastici - spiega -, ma si tratta di una vera disgrazia per il sistema scolastico italiano. Quasi 3 mila scuole saranno senza presidi. Spero vivamente che il Consiglio di Stato, al quale farà sicuramente ricorso il Miur, riesca a salvare il concorso. Da quanto ho appreso fino a questo momento - ha spiegato nei giorni scorsi - il Tar ha annullato il concorso per alcune irregolarità sui membri delle commissioni. Se ciò fosse vero, significa che qualcuno a livello amministrativo ha sbagliato e di questo bisognerà tenere conto. In questo modo - ha concluso Rusconi - è stato messo a repentaglio un concorso vitale per la scuola italiana".