Il Papa: "Le istituzioni ritrovino le radici morali" E il Colle: "Equilibrio tra informazione e privacy"

Benedetto XVI all'udienza alla questura di Roma punta il dito contro &quot;l'indebolimento delle radici morali&quot;. E avverte: &quot;La società e le istituzioni ritrovino la loro anima, le loro radici spirituali&quot;. E <strong><a href="/interni/napolitano_scongiurare_esasperazioni_serve_equilibrio_informazione_e_privacy/politica-napolitano-presidente-repubblica-monito-privacy-magistratura/21-01-2011/articolo-id=500971-page=0-comments=1" target="_blank">Napolitano chiede maggiore equilibrio</a></strong>: &quot;Basta esasperazioni&quot; 

Roma - "La società e le istituzioni pubbliche ritrovino la loro anima, le loro radici spirituali e morali, per dare nuova consistenza ai valori etici e giuridici di riferimento e quindi all’azione pratica". Lo chiede il Papa nella udienza a dirigenti e personale della questura di Roma. "Ai nostri giorni, - ha detto il Papa come premessa al suo ragionamento su società e istituzioni in rapporto all’etica - grande importanza è data alla dimensione soggettiva dell’esistenza. Ciò, da una parte, è un bene, perché permette di porre l’uomo e la sua dignità al centro della considerazione sia nel pensiero che nell’azione storica. Non si deve mai dimenticare, però, che l’uomo trova la sua dignità profondissima nello sguardo amorevole di Dio, nel riferimento a Lui. L’attenzione alla dimensione soggettiva è anche un bene quando si mette in evidenza il valore della coscienza umana. Ma qui - ha ammonito - troviamo un grave rischio, perché nel pensiero moderno si è sviluppata una visione riduttiva della coscienza, secondo la quale non vi sono riferimenti oggettivi nel determinare ciò che vale e ciò che è vero, ma è il singolo individuo, con le sue intuizioni e le sue esperienze, ad essere il metro di misura; ognuno, quindi, possiede la propria verità, la propria morale".

Le radici morali "La conseguenza più evidente - ha rimarcato Benedetto XVI - è che la religione e la morale tendono ad essere confinate nell’ambito del soggetto, del privato: la fede con i suoi valori e i suoi comportamenti, cioé, non ha più diritto a un posto nella vita pubblica e civile. Pertanto, se, da una parte, nella società si dà grande importanza al pluralismo e alla tolleranza, dall’altra, la religione tende a essere progressivamente emarginata e considerata senza rilevanza e, in un certo senso, estranea al mondo civile, quasi si dovesse limitare la sua influenza sulla vita dell’uomo".