In via Paravia gli alunni stranieri sono il 93% E l’ufficio scolastico va a vedere che succede

PARITÀ La dirigente assicura che prove e risultati sono uguali a quelli degli altri scolari, ma ora vuole gli italiani: «Utile lo scambio culturale»

Vertice all’ufficio scolastico provinciale di via Ripamonti sul caso delle elementari di via Paravia, la scuola che da anni detiene il record della presenza degli stranieri in città a cui è stata invitata anche la dirigente scolastica Agnese Banfi. «Ho voluto rendermi conto personalmente della situazione – ha dichiarato Antonio Lupacchino, il direttore provinciale – per capire come si è arrivati a questo punto». Sta di fatto che la scuola che attualmente è frequentata da alunni al 93 per cento non italiani, ha visto questa percentuale incrementarsi con le nuove iscrizioni. «La spiegazione è semplice – continua Lupacchino –. Arrivano tanti alunni non italiani perché la zona è abitata in stragrande maggioranza da famiglie immigrate: appartengono al bacino d’utenza della scuola quindi lì dovevano iscriversi». Il quartiere che fa riferimento al plesso di via Paravia in effetti è composto da insediamenti di case popolari da sempre a disposizione delle fasce sociali più deboli della città. Un tempo gli immigrati dal Sud, che ora hanno lasciato il posto agli immigrati extracomunitari. Resta comunque più che mai aperta la sfida all’integrazione di questa popolazione nel contesto cittadino. «La dirigente negli anni ha dimostrato grande professionalità ed equilibrio non solo nella gestione di questo problema, ma anche per seguire gli alunni della vicina scuola speciale per disabili gravi – ha dichiarato Antonio Lupacchino al termine del vertice –. La scuola non a caso è punto di riferimento anche a livello internazionale per la ricerca e lo sviluppo di metodologie didattiche d’avanguardia». La dirigente Banfi ha avuto modo di documentare come gli alunni non italiani vengono valutati sulla base di prove somministrate anche ad alunni del plesso di via Monte Baldo frequentato in maggioranza da italiani: «I risultati – ha detto – sono alla pari». E per cercare di equilibrare al massimo la situazione aprendola sempre di più a un’utenza anche italiana il plesso di via Paravia lavorerà in rete col polo di riferimento che si occupa dell’integrazione degli alunni non italiani. Si intensificherà in tal modo anche uno scambio di esperienze tra scuola diverse soprattutto per quanto riguarda i bambini neoiscritti che ancora non conoscono la nostra lingua. Un problema decisivo per avviare l’integrazione degli alunni che i docenti di via Paravia hanno finora brillantemente risolto attraverso dei laboratori linguistici senza mai fare ricorso a classi ponte di alcun genere. Nella rete delle scuole di zona, insomma, questa scuola è destinata a diventare una risorsa preziosa. Allo stesso tempo si cercherà di distribuire l’utenza in modo che gradualmente la via Paravia eviti il rischio di diventare un ghetto scolastico.