Al Parini linea dura: altre quattro sospensioni

Punizioni meno pesanti rispetto alle precedenti, ma i «processi scolastici» non si fermano

Augusto Pozzoli

Parini, i professori non demordono: gli studenti che si sono resi responsabili dell’occupazione violenta della scuola nel periodo precedente le vacanze di Natale, devono pagare.
Ieri pomeriggio, infatti, sono riprese le riunioni dei consigli di classe «completi» (ossia con la partecipazione dei rappresentanti di studenti e genitori) che in queste circostanze si trasforma in una sorta di tribunale scolastico. E sono arrivate altre sospensioni: quattro gli allievi puniti, da uno a sei giorni di assenza forzata dalle lezioni. I procedimenti disciplinari sono ripresi con la ripetizione di un consiglio di classe che già aveva sanzionato un allievo con tre giorni di sospensione, ma per alcuni difetti procedurali rischiava di essere vanificato. Sanata questa situazione sono stati affrontati altri casi, in genere, comunque senza tenere conto delle pressioni che gli occupanti avevano cercato di esercitare nei confronti del dirigente scolastico Carlo Pedretti e degli insegnanti.
Gli studenti avevano in pratica chiesto che per ogni allievo messo sotto processo venisse accolta la testimonianza di un centinaio di giovani pronti a testimoniare in loro difesa. Tesi peraltro sostenuta nei giorni scorsi anche attraverso un esposto presentato alla procura della Repubblica in cui si chiedeva che venissero sanzionati i docenti della scuola che con le loro testimonianze ritenute false consentivano di arrivare alle sospensioni.
I carnefici, insomma, che si trasformavano in vittime. Una strategia che pare sia diventata regola dei contestatori che fanno capo al «cantiere» di viale Monte Rosa. Una strategia che finora è servita come deterrente in occasione delle occupazioni più dure: «Le stesse forze dell’ordine quando chiediamo il loro intervento – commentava un dirigente scolastico milanese – scelgono la strada della cautela per non trovarsi a loro volta nei guai: quando certi occupanti vengono individuati e fermati reagiscono dicendo di essere picchiati. Portando a loro testimonianza lunghi elenchi di compagni». Al Parini si è evidentemente cercato di seguire la stessa strada, ma il dirigente scolastico Carlo Perdetti e i suoi insegnanti questa volta non si sono lasciati intimorire. Va peraltro detto che rispetto alle prime sanzioni che avevano suscitato l’ennesima reazione degli studenti occupanti che minacciavano di tornare in occupazione, alla ripresa delle riunioni dei consigli di classe sembra che sia prevalsa una linea più morbida: in un primo momento, infatti, si era arrivati anche a punire con 16 giorni di sospensione, ora le punizioni sono di fatto più leggere. Un cambio di atteggiamento, o più semplicemente ieri sono stati valutati solo comportamenti meno gravi? Un atteggiamento che ieri veniva valutato dagli stessi studenti occupanti e sotto processo come il risultato delle loro pressioni. In realtà si continua a sospendere e chi per la testimonianza dei docenti si è reso responsabile di comportamenti violenti e comunque irregolari, non la passa liscia. La tornata di «processi scolastici» dunque continua.