Il «parlamento Ue» in classe al Leone XIII

Prendiamo nove studenti del liceo: un italiano, un polacco, un belga, un tedesco, un albanese, due francesi e due lituani. Moltiplichiamoli per sette, ovvero: sette gruppi. Mettiamoli intorno a un tavolo a discutere di terrorismo. O di energia. O, se preferite, dei diritti delle coppie di fatto. Sette argomenti per sette commissioni. Da sviscerare, commentare, proporre o bocciare. Parlando solamente in inglese. Per una settimana. Un po’ come succede in Parlamento. Perché è proprio all’aula di Bruxelles che si è ispirato il professor Paolo Tenconi, docente di storia e filosofia al Leone XIII, quando due anni fa ha inventato il Jeep. «Jeep è l’acronimo di Jesuit European Educational Project, un progetto nato sulla scia degli scambi culturali che avvengono da 13 anni nel nostro istituto - ha spiegato Tenconi -. E che coinvolgono i collegi dei gesuiti sparsi in altri Paesi. Quest’anno i ragazzi arrivano dalle scuole di Francia, Belgio, Polonia, Albania, Lituania e la sede del Parlamento è il nostro istituto di via Leone XIII. Da sabato scorso gli studenti, del terzo e quarto anno dei classici e scientifici, si riuniscono in commissioni. Domani il rush finale con le votazioni e i dibattiti aperti al pubblico».
«Abbiamo inventato il Jeep per abituare i ragazzi a stare insieme con tolleranza e per insegnare loro l’inglese - ha concluso Tenconi -. È anche un modo per trasmettere l’educazione civica e invitare i giovani a essere sempre informati sui fatti di attualità».