Parma, strage di gatti: caccia al killer

Decimata la colonia felina ospitata nel cortile dell’ex ospedale psichiatrico di Colorno, in provincia di Parma. L’ipotesi più probabile è che qualcuno li abbia catturati e uccisi: nel paese è già successo. E scatta l’allarme

Ci vorrebbe un "Chi l’ha visto felino", ma forse nemmeno una trasmissione televisiva potrebbe risolvere il giallo della scomparsa di decine di gatti nel cortile dell’ex Ospedale Psichiatrico di Colorno in provincia di Parma. Una colonia di mici, sani e sterilizzati, decimata.
A pensare bene si potrebbe immaginare Jerry, Baffetta e Hilda, mascotte della simpatica combriccola, a sonnecchiare beatamente sul sofà di una casa, accolti da qualche generosa famiglia, ma a pensar male (e noi abbiamo ottimi motivi per pensare male) viene soltanto da credere alla loro brutta fine.
Lo dimostrano i recenti fatti registrati sempre nella cittadina della bassa parmense, nel parco dell’ex manicomio. A poche settimane di distanza sono stati trovati diversi gatti morti, massacrati per la precisione, uccisi per il solo fatto d’essere pelosi, miagolanti e di girovagare per le strade come vagabondi, senza recar disturbo a nessuno. Da anni la situazione è stata denunciata dall’associazione "Micilandia" che cura la colonia felina.
I fatti di Colorno sono una follia e non si tratta di un’ironica considerazione con riferimento al luogo dove i crimini sono stati commessi. Un’assurda storia con protagonisti creature indifese che avevano trovato ristoro e cura grazie a generosi volontari, ma evidentemente questo idillio a qualcuno non è gradito.
Individui capaci di gesti così crudeli su un animale non possono provare pietà per i loro simili. Forse è il caso di ricordare che ammazzare un gatto o omettere di soccorrerlo sono reati puniti dalla legge. Una denuncia è già stata presentata ai carabinieri contro ignoti da "Micilandia" e dall’Enpa.
Noi, rispondendo all’accorata richiesta di aiuto giunta al Giornale dai volontari dell’associazione amica dei mici, ci vogliamo rivolgere a chi è silenzioso testimone di quanto sta accadendo in questa località a pochi chilometri dal Po.
Ci appelliamo al buon cuore di chi si intenerisce pensando a questi animaletti capaci soltanto di fusa e qualche leccatina in cambio di un ciotola di latte e di un boccone prelibato.
Di certo qualcuno a Colorno sa, ha visto o sospetta. E allora è arrivato il momento di parlare, il silenzio rende chiunque complice del reato.
I gatti, in quella zona sono l’espressione della vitalità di una terra a vocazione agricola. La colonia ora è composta da venticinque felini, erano il doppio soltanto un paio di anni fa. Fermate questo massacro. Contattate, anche anonimamente, i volontari soci di «Micilandia» e aiutate loro a fare giustizia.
Non fateci pensare che in questa splendida cittadina, «dimora farnesiana più sontuosa del Ducato di Parma e Piacenza», ci siano dei mostri (e a volerli definire sarebbero ben altri gli appellativi degni di costoro) capaci di uccidere dei mici indifesi.
E non fateci pensare che nessuno senta ora il dovere di smascherarli.