La paura della Cina mette d’accordo giovani e vecchi

Tutti considerano importante l’apertura all’Europa e il ruolo degli extracomunitari

Vecchi e giovani imprenditori. Due modi di fare impresa a confronto per capire le prospettive dell’economia della nostra città. È questo l’obiettivo dell’indagine voluta dalla Camera di commercio e che ha coinvolto un campione di circa 400 piccoli e medi imprenditori locali, divisi in due fasce d'età: dai 18 ai 40 anni e gli ultra quarantenni.
«Essere imprenditori oggi a Milano», questo il titolo dell’indagine, cerca di tracciare un profilo il più possibile esaustivo e completo dell’imprenditore milanese, individuando le differenze generazionali. Quali valori, quali le funzioni ricoperte in azienda, quali gli elementi determinanti per potere fare impresa oggi, quale la visione della Milano di domani. Sono solo alcune delle domande rivolte al campione intervistato, rappresentato per oltre il 50% da ditte individuali.
La «passione» vince tra i giovani che, per quasi il 50% considerano l’imprenditoria una vera e propria vocazione, mentre gli over 40 sono imprenditori per caso (30,1%) o per costrizione (23,5%). Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, invece, sembrano avere più dimestichezza con le nuove tecnologie i seniores, che sono attivi nel commercio on line nel 5,8% dei casi, contro il 3,9% degli under 40. E sono sempre gli imprenditori «più anziani» ad avere maggior propensione al rischio (73%), mentre le nuove generazioni hanno come valori prevalenti il senso dell’onestà, il rispetto per l’ambiente e la continuità con la tradizione. Le lingue (inglese, francese, tedesco e spagnolo), invece, sono di casa in entrambi gli «schieramenti».
La maggiore omogeneità, comunque, si riscontra nella valutazione dell'attuale situazione socio-economica e delle prospettive per il futuro. Per entrambe le categorie, la dimensione europea e gli immigrati costituiscono una opportunità e una risorsa per l’economia milanese, sebbene vedano una minaccia nella concorrenza cinese. Sia over che under 40 mostrano fiducia nelle possibilità di ripresa economica dell’Italia.
A conti fatti, fra le generazioni di imprenditori prevalgono gli elementi di continuità. Tutti gli imprenditori delle Pmi milanesi sono generalmente più propensi a mantenere i modi tradizionali del fare impresa, evitando di introdurre novità organizzative che creino brusche rotture con il passato. Le differenze tra junior e senior riguardano più che altro alcuni aspetti organizzativi, come la maggiore propensione dei più giovani ad affidare la comunicazione interna alle tecnologie elettroniche o una loro maggiore attenzione alla formazione dei dipendenti e alla ricerca del profitto.
Insomma, Milano può contare su una classe imprenditoriale omogenea, solida e ottimista, ancorata al saper fare e agli obiettivi tradizionali. Come a dire, dal passato per arrivare al futuro.