Pdl, Alfano cerca il dialogo con Casini e finiani E Bocchino gli sbatte subito la porta in faccia

Il neosegretario del Pdl rilancia la proposta di formare un Ppe italiano riagganciando le forze del centrodestra. Lancia un appello a Casini e Fini per fare un fronte comune e li invita ad abbandonare il proprio odio contro Berlusconi. Ma Bocchino non sembra ancora pronto per farlo...

Roma - Un Ppe in salsa italiana. E' lì che il neo segretario Angelino Alfano vuole portare il Pdl. Come in Europa, anche in Italia. Con uno sguardo inevitabile a tutti quei partiti che, anche nel Belpaese, fanno parte di un centrodestra liberale, moderato e riformatore. Inevitabile, quindi, l'appello che il Guardasigilli si sente di lanciare sia all'Udc di Pierferdinando Casini sia al Fli di Gianfranco Fini per intraprendere un percorso comune che porti alla formazione di un grande partito che si ispiri agli stessi ideali che gli stessi centristi abbracciano a Bruxelles. Un unico invito? Rimuovere la pregiudiziale antiberlusconiana. Pregiudiziale che il falco Italo Bocchino non è disposto ad abbandonare, tanto che chiude la porta a qualsiasi forma di riavvicinamento al Pdl.

Nel corso di una conferenza stampa sul progetto della costituente del Ppe in Italia, Alfano ha delinerato un "dopo" per il centrodestra che passa per la riunificazione delle forze moderate italiane, con la Costituente popolare che punta a presentarsi con un documento unitario delle sue diverse fondazioni al congresso del Ppe a Marsiglia, a fine anno. Ad Andrea Ronchi, ex ministro Fli delle Politiche Comunitarie Alfano, Alfano assegna "un posto nel board del Ppe a Bruxelles ed il ruolo di responsabile organizzativo del progetto costituente". Ad Adolfo Urso, anch’egli in uscita dal partito guidato da Fini, "il compito di coordinare le sei fondazioni già riconosciute dal Ppe elaborando le tesi fino ad un documento unitario". Il documento unitario è, per il neo segretario del Pdl, "un seme gettato nel campo moderato italiano, lavorando su valori ed idee e sperando che possa nascere un germoglio di unità" prima possibile ma senza il vincolo temporale delle elezioni 2013.

Un progetto che non aspetta risposte immediate ma si rivolge ancora ai centristi di Casini e ai finiani. Alfano ha, infatti, ricordato che "la storia di Casini è tutta dentro la tradizione del popolarismo europeo" e che anche Fini ha di recente aderito ai valori del Ppe. E' naturale che ciò che è unito dai valori in Europa non sia diviso dalla politica in Italia. Tuttavia, Alfano ha subito posto dei paletti ricordando che la prospettiva di un fronte comune non può prescindere dal fatto che Silvio Berlusconi ha vinto nel 2008 e ha diritto di governare fino al 2013. D'altra parte, lo stesso Cavaliere si è posto come obiettivo politico quello di unire i moderati in Italia. Il neosegretario del Pdl ha, quindi, fatto presente che le pregiudiziali antiberlusconiane non solo sono "inaccettabili", ma non hanno nemmeno portato fortuna alla sinistra.

La prima tappa sarà, dunque, il ventesimo congresso del Ppe a Marsiglia a dicembre, dove Alfano spera di arrivare con un documento unitario delle sei fondazioni già riconosciute dal Ppe in Italia, che già lavorano in accordo con tante altre ancora non riconosciute "in network con i moderati europei". La costituente italiana per il Ppe, di cui Ronchi sarà responsabile organizzativo, non era uno slogan lanciato da Alfano nel suo primo giorno da segretario. Oggi prende corpo e cammina, ma rischia di scontrarsi con i muri eretti in questi anni dalle frange antiberlusconiani presenti nel centrodestra. "Se oggi ne parlano - ha replicato Bocchino a stretto giro - è per cercare una via di fuga al crollo del berlusconismo, temendo le macerie di una stagione ormai segnata".