Penati contro Penati il Gordon Gekko di Sesto

Penati contro Penati. Nessuna parentela tra i due, come si affretta a precisare il primo, Alessandro, docente alla Cattolica ed editorialista di Repubblica, prendendo le distanze dal secondo, Filippo, presidente della Provincia di Milano e aspirante gestore di autostrade. Semplicemente due visioni dell’interesse pubblico che appaiono lontane. Anzi, di più, opposte.
L’articolo scritto dal professore e apparso ieri sulle pagine di Repubblica non contiene grosse sorprese per chi nei giorni scorsi ha letto il Giornale: l’acquisto da parte della Provincia della quota della Serravalle controllata da Marcellino Gavio è, quantomeno, un pessimo affare. Ma con il suo consueto rigore il Penati editorialista non misura le parole: il prezzo pagato è «privo di logica»; la cifra sborsata da Penati (politico) è «spropositata». E la conclusione del testo non lascia spazio a dubbi: «A guardarlo bene questo Penati somiglia un po’ a Gordon Gekko (quello del film Wall Street). Speriamo solo che non faccia proseliti. Di capitalisti disinvolti, ci bastano quelli privati».
L’alfiere dei diesse milanesi, insomma, come il finanziere spregiudicato e spericolato che nel film di qualche anno fa finisce nei guai per aver superato i limiti accettati e accettabili nel mondo (non certo da educande) della finanza Usa. Se le avesse scritte il Giornale queste parole potrebbero essere liquidate (almeno a sinistra) come un momento di polemica politica.
Ma a scriverle non è il Giornale. È l’organo di stampa in cui molti elettori di Penati (Filippo) si riconoscono. E in cui si riconoscono molti tra i suoi alleati che siedono nell’assemblea provinciale e che poco o nulla sanno di questo affare. Per loro c’è un problema ulteriore: così come ha fatto il Giornale nei giorni scorsi, Penati (Alessandro) non parte da ipotesi ma da fatti concreti: i prezzi pagati da Gavio solo poco tempo fa, le analisi e le valutazioni fatte dallo stesso venditore a ridosso della transazione incriminata.
Una sola cifra per ricapitolare: sette mesi prima di vendere alla Provincia Gavio valuta l’intera Serravalle 863 milioni di euro. Esattamente la metà (la metà) di quanto poi l’esponente diesse accetterà di pagare.
E allora il problema si fa serio. Perché la politica (tanto più se si tratta di polemica politica) lascia ampissimi spazi al compromesso, alle valutazioni e agli orientamenti soggettivi. Ma i dati e le cifre no. Una società strapagata è una società strapagata. Di qualsiasi colore sia (ed è il Penati editoralista a dimostrarlo) chi la guarda. Ed è naturale che venga la tentazione di capire perché la si è strapagata.