Penati senza fan, applausi per Podestà

L’inquilino di Palazzo Isimbardi vota con la moglie Rita al seguito. Lo fece solo nel 2004. Stavolta, però, insieme ci sono anche i figli Ilaria e Simone. Foto di gruppo di Filippo Penati che fa notizia: almeno al seggio non è accompagnato dai fedelissimi Claudia Cugola e Franco Maggi. Si mette in posa e sorride ai fotografi. Strette di mano al presidente del seggio sestese di via Falck e agli scrutatori, poi, quando l’orologio segna le sedici, via di corsa. Manca però un ingrediente: non c’è l’entusiasmo degli elettori, non c’è la coda per baci, abbracci e pacche che alle Provinciali 2004 facevano da sfondo.
Vabbe’, niente sorrisi da un orecchio all’altro ma orecchie basse come non mai. E Penati prosegue il pomeriggio tra le mura domestiche di una giornata iniziata con la lettura dei giornali, il pranzo con le lasagne di mamma e, dopo il voto, un giro di telefonate per sentire gli umori. La serata? «Privata» e sicuramente non nella sezione Pd di via Pergolesi - sede del suo comitato elettorale - dove c’è una foto del gappista Giovanni Pesce nel ’45 e dove, quindi, la storia comunista non è affatto nascosta ma esibita senza remore.
E Guido Podestà? Per il candidato Pdl e Lega alla presidenza della Provincia è stata una giornata di «riposo» e di «famiglia». Sveglia con calma, colazione servita alla signora Noevia e alle figlie, poi una telefonata al prefetto Gian Valerio Lombardi per assicurarsi «sulle operazioni di distribuzione delle schede dopo il problema di ieri» e all’una, insieme alla famiglia allargata alla cognata e al fratello, «un piatto di pasta fredda e un bicchiere di buon vino». Dopo caffè e dolce, Podestà con la figlia Arianna - che l’ha seguito passo passo per tutta la campagna elettorale - e, insieme al fratello Alberto, si è recato al seggio di piazza Leonardo da Vinci a Milano 3.
Voto con applausi, pacche sulle spalle e tanto entusiasmo seguito da un giro tra i seggi. «Che faccio stasera? Me ne sto a casa con i miei cari che, praticamente, non vedo da un mese e passa». Già, come confidano Arianna e Annasole, «papà dice che noi siamo la forza ed il sole della sua vita, e non ci sono parole che ci rendano più orgogliose di queste». Naturalmente, moglie e figlie sperano che il candidato Guido si metta ai fornelli per la sua specialità che è il risotto all’Amarone. Lui non conferma. Di certo, ieri sera, da casa Podestà a Milano 3 si sentiva musica, canti e tappi di spumante che saltavano.