Pennisi, convalidato l'arresto. Il consigliere al pm: "La politica ha dei costi"

Questa mattina il giudice preliminare Simone Luerti ha convalidato
l'arresto per concussione del consigliere comunale Milko Pennisi, ex
presidente della commissione urbanistica di Palazzo Marino.
Ecco il verbale dell'interrogatorio reso da Pennisi al giudice domenica
mattina a San Vittore

Milano - Questa mattina il giudice preliminare Simone Luerti ha convalidato l'arresto per concussione del consigliere comunale Milko Pennisi, ex presidente della commissione urbanistica di Palazzo Marino. Ecco il verbale dell'interrogatorio reso da Pennisi al giudice domenica mattina a San Vittore.

"Sono, anzi sono stato, presidente della commissione consiliare sviluppo del territorio del Comune di Milano, e in questa qualità ho ricevuto la missiva che sollecitava una pratica relativa alla società Broglio 10, ferma a causa di un precedente parere negativo del consiglio di zona 9 di Milano; senza questo parere negativo non sarebbe neanche passata dalla mia commissione. Mi sono informato presso l'ufficio perchè ho anche notato che la pratica era ferma da troppo tempo dopo il voto del consiglio di zona e ciò non per causa mia; anzi, io mi sono stupito e attivato per sbloccare la situazione; in ogni caso il parere della commissione era obbligatorio e non vincolante e comunque la pratica aveva già i pareri favorevoli dell'ufficio,cioè aveva superato positivamente le fasi istruttorie precedenti. Io, a fronte di questa lettera, ho telefonato all'imprenditore perchè volvevo dare corso alla sua istanza e volevo farmi mostrare i progetti perchè volevo capire le ragioni dei ritardi e comunque conoscere il merito della pratica, perchè normalmente l'ufficio non ci passa l'intero incartamento".

"Qualche giorno dopo aver ricevuto la lettera del 29 settembre e comunque nel mese di ottobre ho dato appuntamento al Basso in via Marino 7 presso gli uffici del gruppo consiliare e in particolare essendo di fretta sono sceso e l'ho incontrato sulla porta del palazzo comunale, gli ho detto poche parole circa il ritardo della pratica, che avrei studiato le carte e che mi impegnavo a portarlo in comissione al più presto. A questo punto il Basso mi ha detto "mi dica lei cosa devo fare, a chi mi devo rivolgere, a Milano io non conosco nessuno" e aggiunse "io le sarò grato con un contributo per la sua attività politica" facendo anche un gesto con le mani e lasciando intendere che avrebbe pagato del denaro una prima volta dopo le decisioni della commissione e poi dopo il rilascio della licenza edilizia, perchè non si fidava degli uffici e quindi del buon esito della pratica edilizia fino al rilascio della concessione".

"Io lo ringraziai pensando sia al fatto che la politica ha dei costi e che si andava incontro ad una campagna elettorale, sia al fatto che non era comunque giusto che una pratica edilizia rimanesse pendente per così tanto tempo. Dopo questo incontro ho fissato la commissione in cui è stata trattata la pratica con parere favorevole, perchè aveva tutti i requisiti a posto. Non ricordo cosa è successo dopo e in particolare su iniziativa di chi,ma avrò senz'altro informato il Basso del buon esito in commissione e gli ho dato appuntamento in via Manzoni angolo Montenapoleone".

"Quando ci siamo incontrati ho visto il Basso che aveva una cartellina trasparente con dei documenti dentro, non ricordo se il pacchetto di sigarette era dentro o separato dalla cartellina; non fumando,ho capito cosa potesse contenere ed ho passato tutto alla mia segretaria che si è allontanata per tornare a Palazzo Marino. Dopo pochi secondi ho riflettuto sul fatto che il pacchetto di sigarette poteva contenere il denaro e che poteva essere sconveniente lasciarlo in mano alla mia segretaria che non sapeva niente, così all'improvviso ho deciso di inseguirla in quelle poche decine di metri che ci separavano e riprendermi il pacchetto. Successivamente mi sono informato presso gli uffici competenti e mi è stato risposto che la pratica era stata ultimata con esito positivo".

"A questo punto ho cercato una prima volta il Basso prima di Natale ma non sono riuscito a parlargli. Dopo le vacanze di Natale l'ho richiamato ancora,l'ho trovato e lui mi ha risposto che aveva degli impegni in azienda per delle questioni fiscali e che si sarebbe fatto sentire lui; a quel punto ho detto alla mia segretaria di non cercarlo più perchè tra me e me avevo deciso di lasciarlo perdere, infatti rimasi stupito quando lui mi ha contattato per fissare l'appuntamento che poi si è svolto il giorno 11".

"Il Basso mi aveva chiesto di incontrarlo fuori da Palazzo Marino e la circostanza è apparsa strana anche alla mia segretaria che me l'ha fatto notare. Io invece immaginavo evidentemente la ragione e ho assecondato la richiesta di vedersi fuori; ci incontriamo e lui mi dice andiamo a prenderci un caffè, mi lascia del materiale con dentro una cartellina in cui ho notato la presenza di un altro pacchetto di sigarette, non so spiegare bene come ma avvertivo che qualcosa non andava ed ero agitato; così chiesi al Basso di andare avaanti ed aspettarmi mentre entravo nella libreria Hoepli. Non sapendo il contenuto del paccheto sono sceso al piano di sotto, ho preso i soldi dal pacchetto, li ho buttati sotto uno scaffale in libreria dopo aver preso 500 euro che ho utilizzato per comprare tre libri per liberarmi della banconota da 500 euro".

"Il pacchetto vuoto l'ho buttato su un banco dei libri e sono uscito dalla libreria" (A questo punto il giudice invita l'indagato a ricordare esattamente dove ha buttato la somma mancante) "Pensandoci e cercando di fare con fatica mente locale, non sono sicuro se li ho messi sotto uno scaffale o sotto un calorifero del bagno, perchè ricordo di essere stato in bagno, anzi in quel bagno sono stato riportato dalla Guardia di finanza (...) Il denaro dovrebbe essere ancora dove l'ho lasciato sotto il calorifero del bagno, dove l'ho infilato tra il calorifero e il muro".

In realtà, il denaro era stato reitrovato il giorno dopo l'arresto da un commesso della libreria e consegnato agli investigatori.