Pennisi si autosospende dal Consiglio

L'ex presidente della commissione urbanistica del Comune di Milano, arrestato mercoledì scorso mentre riceveva una tangente di 5mila euro, si autosospenderà dal gruppo consigliare del Pdl. L'avvocato: "Ci sembra la soluzione più corretta"

Milano - Ha manifestato l’intenzione di autosospendersi dal gruppo consigliare del Pdl a Palazzo Marino Milko Pennisi, l’ex presidente della commissione urbanistica del Comune di Milano arrestato mercoledì scorso dopo aver ricevuto una tangente da 5.000 euro quale seconda tranche di una ’mazzettà di 10mila euro. Lo ha spiegato il suo legale, Antonio Bana che stamani lo ha incontrato nel carcere di san Vittore. "Ci sembra la soluzione più corretta in questo momento", ha detto il legale il quale ha trovato Pennisi "frastornato" per quanto accaduto. Nel frattempo, i pm Grazia Pradella, Tiziana Siciliano e Laura Pedio hanno presentato al gip la richiesta di convalida dell’arresto per concussione. L’udienza potrebbe tenersi domani o lunedì. In queste ore, inquirenti e investigatori della Guardia di Finanza e della Polizia stanno analizzando il corposo materiale sequestrato negli uffici di Pennisi e di persone a lui vicine dal quale emergerebbero altri versamenti sospetti a favore dell’uomo politico. Questo in previsione di un altro interrogatorio che dovrebbe tenersi la prossima settimana.

Imprenditore ricattato da paparazzo In procura è anche stato aperto uno stralcio del procedimento per concussione che riguarda una presunta estorsione messa a segno dal paparazzo Fabrizio Pensa, detto Bicio, già collaboratore di Fabrizio Corona, ai danni dell’imprenditore che ha consegnato la mazzetta a Pennisi, Mario Basso. Come riporta il Corriere della Sera, Basso, per filmare la consegna della prima tranche della tangente, aveva utilizzato materiale fornito da Bicio, dopodichè il fotografo avrebbe chiesto dei soldi per non mettere in circolazione il filmato. Era stato lo stesso Basso a raccontarlo agli inquirenti quando fu sentito.

La Moratti "Speriamo che sia un gesto isolato" Con queste parole il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha voluto commentare i primi sviluppi delle indagini legate all'arresto di Pennisi, di cui è tornata ad augurarsi le dimissioni da ogni carica collegata direttamente o indirettamente alla vita di palazzo Marino. A margine dell'inaugurazione di un centro aggregativo nel quartiere di Ponte Lambro recentemente restaurato, Letizia Moratti non è però entrata nel merito delle prime indiscrezioni uscite dagli ambienti giudiziari che riferiscono di possibili altri episodi simili a quello che ha portato all' arresto di Pennisi. "La magistratura deve fare tutte le indagini - ha affermato Letizia Moratti - e tutto quello che uscirà dovrà essere accertato con la massima cura e attenzione: credo che in questa fase non sia corretto dare interpretazioni, c'é un lavoro che la magistratura sta svolgendo". Per parte sua il sindaco ha confermato la linea "del massimo rigore e della massima trasparenza" enunciata ieri in un comunicato di tutta la giunta. "Siamo qui per servire i cittadini - ha sottolineato la Moratti - nel rispetto dei loro interessi legittimi e questo è l'obiettivo che il sindaco e la giunta devono avere e il consiglio comunale anche".

Per il sindaco di Milano la vicenda non può essere assimilata alla stagione di tangentopoli. "Ogni similitudine è da scartare sono momenti e periodi diversi; c'é una vita socioeconomica diversa da allora e mi sembra molto riduttivo cogliere degli aspetti di similitudine". Per la Moratti ogni paragone con Tangentopoli è infondato perché la Milano di oggi è profondamente diversa da quella degli anni '90. "Credo che la realtà di Milano - ha aggiunto - sia quella di una città che applica leggi rigorose, le fa rispettare e ha come obiettivo quello di essere al servizio dei cittadini e delle imprese".