Pensionato muore tra le fiamme tradito dall’hobby del modellismo

Il rogo forse scaturito dai solventi usati dall’uomo. La moglie tratta in salvo dai pompieri

Monza, ore 9 del mattino di ieri, quartiere San Biagio. Un inferno di fuoco si materializza al quinto piano di un appartamento di via Milazzo 1. Improvviso, violento, terribile. Dentro casa marito e moglie, pensionati settantenni. Fuori fiamme e fumo e i pompieri che arrancano con la scala per cercare di salvare i due sbagliando più volte l'accesso. Alle finestre la gente urla di tutto agli uomini impegnati nei soccorsi arrivati quasi subito dopo l'allarme, ma piuttosto «impacciati» a detta di alcuni testimoni. La donna riesce a raggiungere il balconcino della cucina e chiedere aiuto. Il marito, Roberto Zoccatelli, 68 anni, appassionato di modellismo, tenta di salvarsi affacciandosi ad una finestra, ma una nube di fuoco lo raggiunge e lo uccide all'istante. L'autoscala dei pompieri, dopo varie peripezie, riesce ad arrivare a Agata Firriolo, 69 anni. Un pompiere l'afferra e la trasporta in salvo all'ospedale San Gerardo di Monza. È ancora ricoverata sotto choc, ma se la caverà, dicono i medici.
Nel frattempo i colleghi - sei gli automezzi impegnati nell'operazione di spegnimento - riescono ad avere ragione delle fiamme dopo un'ora abbondante. Alla fine il conto dei danni: 12 appartamenti danneggiati dal fuoco e una trentina di sfollati.
«È colpa dei vigili del fuoco, ci hanno messo troppo ad intervenire e quando lo hanno fatto hanno sbagliato tutto». È l'accusa lanciata da Claudio Annunziata, 58 anni, residente nel palazzo di fronte allo stabile. «Hanno impiegato troppo tempo a prepararsi - continua l'uomo - e dopo aver portato giù con la scala la moglie che chiedeva aiuto sul balcone, risalendo per andare a prendere il marito hanno sbagliato direzione due volte, perdendo 15 minuti fondamentali». Anche il figlio 26enne di Claudio Annunziata, Gianluca, ha assistito alla scena e l'ha anche filmata con il telefonino. «Finché ho potuto, a un certo punto non ce l'ho più fatta a guardare - racconta - la moglie era al balcone, il marito era affacciato alla finestra della camera da letto, a fianco al balcone, e chiedeva aiuto sbracciandosi. Io l'ho visto molto bene e si vede anche nelle riprese che ho fatto col videofonino. Il vigile del fuoco sulla scala probabilmente non l'ha visto per il fumo, io, a un certo punto, ho proprio visto una fiammata avvolgerlo di colpo. Poi più niente». Gianluca poi racconta di «diversi errori nel comando della scala» da parte dei pompieri. «La gente gli gridava a sinistra e la scala è andata a destra. Per non parlare della manichetta. La prima volta che l'hanno srotolata era troppo corta e hanno dovuto prenderne un'altra, sembrava una barzelletta».
La replica dei vigili del fuoco è secca. «Nessun ritardo o incapacità - afferma Giuseppe Mascherpa, il funzionario di turno del Comando provinciale dei vigili del fuoco - manovrare mezzi pesanti come i nostri in un vialetto piccolo come quello del palazzo bruciato non è stato per niente semplice». Sulle cause è in corso un'inchiesta del sostituto procuratore Flaminio Forieri. Con tutta probabilità le fiamme sono state alimentate dai solventi che il pensionato morto utilizzava nei suoi lavori di modellismo.