PETTINAROLI

Così sopravvive nell’epoca della posta elettronica la storica cartoleria aperta nel 1881

«Una signora distinta, di mezza età, si presentò non molto tempo fa in negozio e chiese, mostrandoci la foto del suo cane, se fosse possibile riprodurla su dei biglietti da visita con il nome dell'animale. L'abbiamo accontentata e, intuendo la nostra curiosità, spiegò il motivo dell'inconsueta richiesta. Quando si trovava in campagna, amava organizzare feste a cui partecipavano i cani dei vicini. Il suo - come padrone di casa - doveva quindi mandare un biglietto da visita d'invito agli “ospiti”». Il singolare episodio ci viene raccontato da Giorgio Pettinaroli che, assieme al figlio Francesco, continua la gestione della famosa cartoleria milanese, nata nel 1881 e di cui sono i proprietari.
Nell'epoca della posta elettronica, chiediamo, si usano ancora i biglietti da visita? «Molto, ed è tornato di moda apporre i simboli nobiliari. I giovani in particolare ci tengono a far apparire stemmi e titoli - conte, barone, duca, principe - a volte talmente vistosi e numerosi da riempire tutto lo spazio». Qualcuno, sotto il nome, ha chiesto d'indicare professioni curiose? «Una dottoressa si qualificò “Psicologa degli animali”. Gli animali - commenta divertito Francesco - come gli uomini, evidentemente necessitano di assistenza mentale...».
Cresciuti all’ombra della Madonnina, dove al numero sette di via San Raffaele aprirono il primo negozio di cartoleria, trasferito, due anni dopo, nel 1883 in via Santa Radegonda, e poi, nel 1959, in Piazza San Fedele, ingresso da via Marino, a due passi dalla Scala, i Pettinaroli tengono a sottolineare il loro rapporto di affetto, anche fisico, con la città: «Mio padre Romildo - dice Giorgio - è nato in via Santa Radegonda e mia madre in Piazza del Duomo, ai cui lampadari il mio genitore s'ispirò per realizzare delle copie che si trovano al piano superiore del negozio». Lampadari che, assieme all'arredamento storico - tra il quale appare anche una ricevuta risalente all'anno della fondazione - e alla cortesia delle commesse in camice verde, fanno della cartoleria Pettinaroli una boutique raffinata che incuriosisce il cliente non appena vi entra, confermando quanto ha scritto Carlo Sangalli, Presidente della Camera di Commercio di Milano: «I negozi stanno alla città come i bambini stanno al giardino pubblico. La illuminano, la fanno parlare, la rendono divertente...». Le insegne storiche milanesi testimoniano in primo luogo anche l'amore per Milano di famiglie d'imprenditori che continuano a tramandare l'esempio morale e di lavoro che la città ha saputo dare, malgrado i cambiamenti che ne stanno trasformando la fisionomia.
«Tutto è rimasto come una volta - proseguono i Pettinaroli - abbiamo salvaguardato la tradizioni. La clientela, sempre di prim'ordine, non è cambiata. Abbiamo servito la Falck, la Ciba, Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, Pirelli, Maria Callas, il cardinale Montini, Mario Soldati. Ora si sono aggiunti gli stranieri. Proprio oggi abbiamo spedito un pacco di calendari in Giappone». E la produzione? «Sostanzialmente non ha subito modifiche da quando siamo stati fondati: carte da lettere, lavori grafici commerciali e di lusso, partecipazioni di nozze, timbrature, pergamene dipinte e scritte in stile, scatole e portagioie, servizi da scrittoio, mappamondi. Tutto ciò che riguarda l'ufficio e la scuola. Vendiamo, inoltre, per i collezionisti, pennini e inchiostri ora non più in uso».
Siete noti anche per gli ex-libris... «Sono xilografie incise su matrici di legno e lavorate a mano. In sostanza si tratta di etichette di ridotte dimensioni da apporre sul frontespizio dei libri con il proprio nome per personalizzarli. Siamo sorpresi dal numero delle richieste». Qual è - chiediamo - la carta più pregiata in vendita. «La carta di Amalfi, fatta a mano dalle cartiere del luogo. È una carta ad uso privato, la migliore in senso assoluto sotto il profilo della qualità».
Gli articoli di maggior pregio in vendita sono le stampe originali antiche. «Teniamo molto e siamo fieri del reparto delle stampe antiche - sottolinea Francesco - per il quale abbiamo creato un apposito sito su internet, www.pettinarolimapsandprints.com: si tratta di stampe geografiche originali, dal Cinquecento in poi, di Stati o di singole città che reperisco ovunque e che costituiscono dei veri e propri pezzi rari, d'antiquariato, come una della Sicilia risalente al 1690, che faceva parte di un atlante olandese». Il prezzo? «Attorno ai 2.500 euro, ma il costo, come si può immaginare, varia. Ad esempio possediamo una stampa di spettacolare pregio del 1861, preparata per festeggiare l'Unità d'Italia in cui sono raffigurati i personaggi storicamente più significativi, a cominciare da Vittorio Emanuele e Cavour, il cui prezzo è di 10mila euro. Si tratta di pezzi utilizzati anche per fare un regalo di classe e diverso dal solito. Un cliente tempo fa ha voluto una carta del Ducato di Parma per contraccambiare una cortesia ricevuta da una persona della città. Tramite internet riceviamo richieste di ogni tipo. La più recente è stata una mappa delle piccole Antille. Ne posseggo di tutti i tipi, di ogni area geografica: America, Asia, Europa». Se si vuole spendere poco? «Esistono le riproduzioni, su Milano ce ne sono tantissime. Costano attorno ai 150 euro, molto meno di una stampa originale, ma fanno un'ottima figura nell'arredamento di casa».