Più tutela per gli scavi archeologici

La Sovrintendenza: a breve le risposte sulla Darsena e su Sant’Ambrogio

Marta Bravi

Secoli di storia si sono stratificati nel tessuto urbano costituendo un inestimabile patrimonio nascosto. Questa ricchezza, però, diventa ostacolo quando si frappone alla realizzazione di nuove opere o ne rallenta la costruzione, con enormi costi per le imprese. Per venire incontro alla duplice esigenza dei costruttori, che rischiano di pagare forti penali se non rispettano i tempi previsti, e della Soprintendenza, il cui ruolo si gioca proprio nella tutela del bene comune, ieri mattina è stata firmata alla Pinacoteca di Brera l’intesa tra la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia e Centredil Ance alla presenza del ministro per i Beni e le attività culturali, Rocco Buttiglione.
Intesa che si basa sulla comunione d’interessi e d’intenti tra pubblico e privato: «È per noi motivo di grande soddisfazione - ha detto il presidente di Centredil, Giuseppe Colleoni - essere riusciti ad instaurare un canale stabile di collaborazione con la Soprintendenza, che lungi dall’essere arroccata su posizioni autoreferenziali, ha mostrato una grande apertura al confronto con gli operatori».
Obiettivo degli imprenditori, dunque, velocizzare i tempi delle indagini preliminari per la verifica della presenza di depositi archeologici nel sottosuolo e renderli interessanti dal punto di vista economico. Spesso, infatti, soprattutto nei casi di ritrovamenti fortuiti, le imprese sono costrette a interrompere i lavori, con un conseguente aumento dei costi di cantiere, per permettere la valutazione dei reperti, operazione che comporta la messa in campo di risorse umane e finanziarie che non sempre il Ministero può permettersi. Il pensiero dei milanesi andrà sicuramente al cantiere del parcheggio sotterraneo della Darsena, bloccato in attesa del responso della Soprintendenza, «che dovrebbe arrivare entro un mese» assicura la Soprintendente ai beni archeologici, Elisabetta Roffia, e al parcheggio di Sant’Ambrogio, «per il quale il parere consultivo della commissione ministeriale chiamata a valutare l’aspetto architettonico del progetto dovrebbe arrivare in una settimana», come spiega la direttrice regionale per la Soprintendenza ai Beni culturali, Carla di Francesco.
L’accordo concilia le due esigenze: i costruttori propongono di sostenere gli oneri degli scavi preventivi, nelle zone a «potenzialità archeologica» con un importante guadagno di tempo per l’impresa e risparmio per l’ente pubblico. La Direzione Regionale per i beni culturali si impegna a promuovere incentivi fiscali per le aziende che abbiano sostenuto questi oneri e il riconoscimento del credito d’imposta. Nel caso di ritrovamenti imprevisti nelle aree che non erano state indicate come potenzialmente interessate, l’imprenditore valuterà la possibilità di assumersi gli oneri delle indagini, sotto lo stretto controllo della Soprintendenza.