Piano casa: tutti gli sviluppi possibili 

Il piano permetterà di aumentare del 20% le
cubature dei fabbricati e "rottamare" le abitazioni realizzate prima del 1989, abbattendole e
ricostruendole con dimensioni incrementate del 30%

Milano - Chiudere il terrazzo o sopraelevare il soffitto dell’ultimo piano per ricavare una stanzetta in più. Una richiesta che oggi si scontra con regole condominiali e norme del codice civile e che nella maggior parte dei casi finisce per essere rigettata. Ma che potrebbe diventare possibile con il Piano per l’edilizia annunciato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e che approderà già venerdì al Consiglio dei ministri.

Aumenti cubature del 20% Il piano, secondo quanto trapelato fino ad ora, permetterà di aumentare del 20% le cubature dei fabbricati e "rottamare" le abitazioni realizzate prima del 1989, abbattendole e ricostruendole con dimensioni incrementate del 30% (che potranno salire al 35% se si fa ricorso alle tecniche di bioedilizia o di energie rinnovabili).

Modifiche anche nei condomini Questi ampliamenti, ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture con delega alle politiche abitative Mario Mantovani, saranno possibili anche all’interno di un condominio, previo però il via libera dell’assemblea condominiale. Una novità che avrebbe un impatto rilevante, considerato che gli appartamenti costituiscono una buona fetta del patrimonio immobiliare italiano e per essi l’aumento di cubatura si scontra con una normativa civile e condominiale che non lo permette.

Quante sono le case in Italia Dal censimento del 2001 risulta che le abitazioni in edifici ad uso abitativo sono complessivamente 27.268.880 (i soli edifici ad uso abitativo sono 11.226.595), di cui il 25,3% (6.902.088) sono edifici con un’unica abitazione, presumibilmente case singole, il 16,7% sono edifici bifamiliari (4.560.856), mentre gli edifici con più di 3 abitazioni sono il restante 57,9%. Anche la "rottamazione" degli edifici costruiti oltre 20 anni potrebbe interessare molte abitazioni: secondo i dati dell’Uppi, le case che rientrano in questa fascia sono una percentuale intorno al 50-70% a livello nazionale, e del 70% solo nelle grandi città.

Ecco cosa è possibile fare oggi per ampliare la propria abitazione e cosa potrebbe cambiare con il Piano per l’edilizia, sulle cui linee sta lavorando il Governo: 

Appartamento in condominio Oggi è possibile modificare parti della propria proprietà, purchè queste opere non ledano i diritti degli altri condomini, creino problemi di tipo strutturale o estetico: a regolare la materia è il Codice civile, che (art. 1122) consente opere che «non rechino danno alle parti comuni dell’edificio»; vieta (art. 1120) le «innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino»; non consente (art. 1127) la sopraelevazione "se le condizioni statiche dell’edificio non la consentono" o se ne "pregiudica l’aspetto architettonico". Con le nuove norme allo studio, sarà possibile ampliare la cubatura dell’appartamento del 20%, previo il via libera da parte del condominio. Non ci sono al momento dettagli sulle aree che potranno essere coinvolte dall’ampliamento.

Casa singola In un’abitazione monofamiliare già oggi è possibile, previo l’ottenimento del permesso di costruzione, alzare l’edificio di un piano, senza limiti di cubatura, e anche aggiungere una parte in orizzontale, sempre che non sussistano norme precise sull’edificabilità del terreno. Con le nuove misure allo studio si potrà accrescere del 20% il volume dell’immobile o di una sua parte anche realizzando un manufatto aggiuntivo purchè di carattere accessorio. Per le case costruite prima del 1989 e che non siano sottoposte a vincoli architettonici, sarà possibile abbattere e ricostruire l’edificio anche su un’area diversa e con una cubatura più ampia del 30% o del 35% se si farà ricorso alla bioedilizia o all’utilizzo di energie rinnovabili.