Il piano della Provincia azzera il cemento di Milano e 24 Comuni

Infrastrutture e trasporti a rete, una metropoli con più centri - secondo il migliore esempio delle capitali europee, una città centrale in cui si azzera il consumo di suolo e aree agricole vincolate che complessivamente raggiungono i 162 chilometri quadrati (praticamente un territorio verde pari a quello di Milano). Sono i contenuti più importanti del Piano territoriale di coordinamento, il principale strumento di programmazione della Provincia, messo a punto dopo un lavoro iniziato nel 2009 con l’insediamento dell’Amministrazione che fa capo a Guido Podestà. L’area disciplinata è pari a 426 chilometri quadrati. La scrittura del Ptcp - l’acronimo del Piano - è partita a luglio 2009. È già stato valutato dai Comuni e dovrebbe approdare da qui a un anno alla fine del suo iter, per essere operativo a ottobre 2012.
Il Piano è prescrittivo, rispetto agli strumenti comunali - fra cui il Pgt di Milano - per ciò che riguarda le infrastrutture, il paesaggio e gli ambiti agricoli. Proprio sulle aree agricole si stabilisce uno dei contenuti qualificanti del piano. Un vincolo su un’area pari a 162 chilometri quadrati, corrispondente per dimensioni alla superfice della città di Milano. Non vincolanti dal punto di vista formale, ma sostanzialmente prescrittivi grazie al potere di «moral suasion» della Provincia, anche le regole sul consumo di suolo. Sono in un paio di casi finora - fanno notare da Palazzo Isimbardi - i Comuni hanno tentato previsioni difformi, subendo un ricorso della Provincia davanti al Tar. Per tutti gli altri casi l’ente sovraordinato ha chiesto e ottenuto uno stralcio delle previsioni contestate. Proprio sul consumo del suolo si stabilisce l’altra previsione qualificante del Ptcp, la riduzione di un terzo del limite di costruzioni previste, dal 6% dello strumento del 2003 al 2% di oggi. Il cemento è azzerato nella prima cintura, quella che comprende il capoluogo e altri 24 Comuni. La Provincia ammette un limite maggiore a zero solo nel caso di progetti strategici (piani che realizzino un interesse pubblico, per esempio l’accordo di programma per Expo). La forbice 0-2% diventa del 2-4% nei poli attrattori (i 13 Comuni attraverso i quali la città centrale «parla» con l’esterno). Altro strumento innovativo è la perequazione fra Comuni.
Quanto ai trasporti, si punta al prolungamento delle metropolitane - nuove ed esistenti - con le nuove destinazioni: Paullo, Baggio, Paderno, Cinisello, Pioltello, Vimercate, Settimo, Buccinasco e Monza. La giunta considera il Piano il «primo passo verso la città metropolitana». Podestà ha spiegato che «è stato scelto un approccio di tipo europeo». «Non abbiamo complessi d’inferiorità sulla tutela del verde - dice l’assessore Fabio Altitonante - il piano punta su ambiente e qualità della vita, è attento allo sviluppo con i nuovi poli e crea per Milano le condizioni di un circolo virtuoso».