«Picchio i miei alunni» Il pm apre un’inchiesta

(...) Il magistrato, dopo aver letto le confessioni shock fatte dalla maestra al medico, lo ha contattato per valutare se ci fossero gli estremi di un reato sanzionabile penalmente. E così è stato. Ghezzi, nei prossimi giorni, trasmetterà gli atti alle Procure competenti (le due vicende non sono avvenute a Milano).
Secondo quanto spiegava il medico, all’insegnante - ancora in servizio - dava fastidio la luce e faceva lezione con le tapparelle abbassate, costringendo gli alunni a mettere i banchi in fondo all’aula per non averli troppo vicini a sé. In un’occasione, poi, aveva punito un bimbo per aver pulito la bocca al suo compagno disabile durante la mensa, dopo che lei aveva proibito a tutti di aiutarlo sostenendo che doveva imparare a farcela da solo. Il preside si era convinto a rivolgersi alla commissione quando una mattina tutti i bambini della classe erano scappati dall’aula piangendo perché la maestra stava urlando strappandosi i capelli.
«Un insegnante su 100 in Europa - spiega Ghezzi - è affetto da psicosi» e «un insegnante psicotico è un malato che va curato e non una bomba da innescare e spostare in altra scuola, perché così si trasferisce solo il problema e si aumenta il rischio». «Secondo dati dell’Ue - aggiunge il magistrato - in Europa il 2,6 per cento della popolazione generale è composta da soggetti psicotici. Si parla di psicosi codificate come la schizofrenia, perché se si contano anche le persone affette da patologie ansioso depressive la percentuale sale al 12 per cento. Ora, ammesso e non concesso che gli insegnanti siano una categoria abbastanza solida rispetto alla popolazione generale, anche se i fatti degli ultimi tempi sembrano dimostrare il contrario, e portando all’1 per cento i soggetti psicotici in questa categoria, si ha che un insegnante su 100 in Europa è affetto da psicosi. Cosa che pone in grave rischio l’incolumità psicofisica degli alunni, soprattutto se in giovane età. Purtroppo la scuola appare del tutto impreparata di fronte a queste evenienze, nel senso che per un insegnante con problemi psichici gravi nella stragrande maggioranza dei casi la soluzione adottata è il trasferimento per incompatibilità ambientale in un’altra scuola».