Per il Piccolo Teatro un restauro invisibile

Riportate agli antichi splendori anche le poltrone di Zanuso e il soffitto di Fontana

«Entrando si avrà l’impressione che sia tutto come prima, che non sia cambiato niente». È la filosofia ispiratrice degli interventi di restauro conservativo e di ristrutturazione del Piccolo Teatro di via Rovello.
I lavori, che partiranno a febbraio, e che termineranno a ottobre 2009, per un costo complessivo di quasi 4 milioni di euro, finanziati interamente dal Comune, saranno «invisibili»: tutto alla fine sarà identico a prima. Le poltrone dalla sagoma a zeta disegnate dall’architetto Marco Zanuso saranno infatti restaurate e rivestite con nuovi materiali, conservando però l’aspetto originale. Stesso discorso per il controsoffitto con i buchi di Lucio Fontana, ideati dall’artista per migliorare l’acustica e il ricambio d’aria. Cambierà invece il numero dei posti a sedere, che passerà da 560 a 499, il parquet, che sarà sostituto con uno identico, così come saranno eliminate le barriere architettoniche. Verranno anche riaperte le due uscite di sicurezza a fondo sala, chiuse negli anni Settanta, riportando la struttura all’originale. Sarà rivisto anche l’impianto di climatizzazione, e la inclinazione della balconata per rispondere alle nuove norme per la sicurezza. Più confort per gli spettatori che potranno usufruire di bagni sia in platea che in balconata, mentre i disabili potranno accedere più facilmente in platea grazie al «servo-scala».
Buone notizie anche per gli attori che avranno dei camerini a misura del loro talento: nella lunga storia della sala fondata da Paolo Grassi e Giorgio Strehler nel 1947, più di sessant’anni fa, si era posta più volte la necessità razionalizzare gli spazi e le aree destinate agli attori e alla produzione. Più camerini e più grandi (i primi attori potranno così beneficiare di camerini personali con tanto di bagni provati, per esempio) che saranno ricavati negli ultimi due piani di Palazzo Carmagnola, un tempo adibiti a uffici. Anche i tecnici potranno ottenere qualche vantaggio dalla ristrutturazione: saranno infatti creati depositi e nuove cabine di regia audio e luci e collegamenti funzionali all’attività teatrale.
Il restyling investirà anche l’esterno, a partire dal chiostro che sarà riportato alla versione originaria: verranno infatti abbattuti i muri del colonnato per «liberare» le colonne di pietra, sottoposte a restauro, così come il soffitto a cassettoni del porticato. Al posto del cemento il vetro: il caffè letterario teatrale, assoluta novità per via Rovello e per il centro di Milano, infatti, avrà così una suggestiva vista sul chiostro.
Soddisfatto il direttore del Piccolo Teatro, Sergio Escobar: «È dal 1952 che il Piccolo non ha interventi veri e profondi di ristrutturazione - ha spiegato -. Questi lavori hanno un’impronta conservativa per tutta la parte che ha una rilevanza storica architettonica e faranno acquistare al teatro una capacità produttiva che lo ricolloca all’interno della strategia produttiva di tutto il Piccolo».