Di Pietro-Grillo: unica regia, la stessa strategia

Uniti sulla piazza girotondina, ma anche su internet (<strong><a href="/video.pic1?ID=prometeus_rivoluzione">guarda il video</a></strong>). Dietro i loro blog un'azienda milanese che si occupa di strategie comunicative. <strong><a href="/a.pic1?ID=275150">Moretti: &quot;Che flop il No Cav day&quot;</a></strong>. E in tv va in onda il divorzio Pd-Idv. <a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani/" target="_blank"><strong>Walter fa qualcosa di riformista. Dì la tua</strong></a>

Milano - Beppe Grillo e Antonio Di Pietro, due percorsi diversi che finiscono per incrociarsi. Nelle piazze, sui palchi, sotto le bandiere dell’antiberlusconismo ma anche, e soprattutto, in rete. E non si parla del partito che fu di Leoluca Orlando, ma della rete delle reti: internet. Balcone mediatico da cui si affaccia quotidianamente Beppe Grillo, vate incontrastato della blogger generation, e che ultimamente ha iniziato a bazzicare anche l’ex pm molisano.

L’uomo che ha convertito Grillo Ma facciamo un passo indietro. Era appena iniziato il nuovo millennio e, se i computer erano sopravvissuti al millenium bug, poco potevano contro la furia luddista di Grillo che, armato di ascia, sventrava pc durante i suoi spettacoli. Poi la catarsi. Incontra Gianroberto Casaleggio, guru delle strategie di comunicazione sul web, e si converte alla banda larga. Casaleggio, nel 2004 a Milano, fonda con alcuni soci la Casaleggio associati. “L'obiettivo della società – recita il sito dell’azienda-, è di sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi originali, consulenza strategica, articoli, libri, newsletter, seminari sulla Rete”.

Guru del web Gianroberto Casaleggio ha le physique du role del “santone” 2.0. Capelli riccioli, occhialini tondi, pochissime foto in circolazione e un alone leggendario che lo segue. Non concede interviste, ama Asimov e McLuhan, appassionato del mondo cavalleresco e della leggenda di Camelot, si narra che gli incontri della sua precedente società, la Webegg, si tenessero attorno a una tavola rotonda nel castello di Belgioioso, vicino a Pavia. Poi, nel 2006 l’incontro con Antonio Di Pietro e l’ennesima conversione.

Di Pietro Anche Tonino capitola e si innamora del web. Apre un blog, assistito dalla Casaleggio associati, che dalla grafica alle tematiche appare a immagine e somiglianza di quello del comico genovese. Vicini in rete e vicini nelle piazze. Quasi che il mezzo di comunicazione abbia influito ad avvicinarli nel panorama politico.

Antipolitica d’affari Quello della Casaleggio associati è un business a 360 gradi. E gli affari vanno sempre meglio. Nel 2006 il fatturato dell’azienda è stato pari a 2,5 milioni di euro, con aumento del 94,6 per cento rispetto al 2005. Nel 2007 si stanzia sui 2,5 milioni. Fra il 2005 e il 2006 l’utile netto dell’azienda è aumentato del 125,8 per cento, pari a 600 mila euro, l’anno scorso si è assestato oltre il milione di euro. Fra le varie attività dell’azienda risulta anche la vendita e la distribuzione on line dei dvd degli spettacoli e dei libri di Beppe Grillo. Rimane un dubbio. Ma perché una società, leader di settore, che “ha la missione di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale” ha deciso di investire buona parte delle sue energie su Grillo e Di Pietro?

Politica 2.0 Una risposta la dà di sponda Casaleggio stesso in un commento al volume “The social logic of politics” del politologo Alan Zuckerman, in cui sostiene l’importanza dell’influenza della comunità di riferimento nella scelta politica. Insomma blog, community e social network possono creare senso di appartenenza e identificazione, diventando ottimi strumenti di aggregazione e propaganda, specialmente sulle generazioni più giovani, quelle che smanettano più con la tastiera che col telecomando. Come dire: se Di Pietro non riesce a entrare in casa dal televisore ci entrerà da Facebook o da Myspace. La seconda risposta, in bilico fra il serio e il faceto, è un video fantascientifico e ansiogeno prodotto dalla Casaleggio e gettato come una bottiglia nel mare magnum di Youtube. Si chiama: “La nostra visione del futuro dei media descritto attraverso un video” e alla fine della clip, rimane un po’di inquietudine.