Per Pisapia Milano è in mano a mafia e racket Ma per i carabinieri non è vero. Ed è scontro

Pisapia aveva detto: "A Milano un commerciante su cinque paga il pizzo". Oggi il comandante provinciale Pascali lo smentisce: "I dati del sindaco sono inattendibili. Nel 2010 abbiamo avuto solo 10 denunce". Ed è braccio di ferro sui numeri fra Comune e Arma 

Milano - E' braccio di ferro fra i carabinieri e il sindaco Giuliano Pisapia sul racket a Milano. Pisapia nei giorni scorsi aveva lanciato l'allarme: "Un commerciante su cinque a Milano paga il pizzo". Ma gli ha risposto il comandante provinciale dell'arma dei carabinieri Sergio Pascali. "Si tratta di dati assolutamente inattendibili, che sono già stati smentiti dalla Direzione investigativa antimafia. A Milano ci sono 40000 commercianti, se il sindaco avesse ragione dovremmo avere circa 8000 commercianti estorti - ha proseguito il comandante-, sottolineando che il numero di estorisioni denunciate nel 2010 in tutta la Lombardia sono stati 238 e comprendono anche episodi tipo il riscatto per riottenere un motorino rubato che non sono certo riconducibili alla malavita organizzata".

Dunque Pisapia e il suo staff avrebbero preso un abbaglio totale sui numeri del racket. E il comandante è ancora più preciso afformando che "nel 2010, mettendo insieme tutte le forze dell’ordine, non raggiungiamo le dieci denunce". Ma Pisapia non accetta le parole di Pascali e ribatte. "Sono stupito dalle parole del Comandante dei Carabinieri Sergio Pascali sul fenomeno del pizzo e dell’usura. Il comandante dovrebbe sapere che il numero delle denunce non può minimamente essere considerato come rappresentativo del fenomeno, ma è solo la punta di un iceberg. Lo testimonia più di ogni altra cosa proprio il dato da lui fornito di sole 10 denunce nel 2010 per il reato di usura. Questo a causa della paura delle vittime di subire ulteriori ritorsioni. È evidente che in un territorio economicamente sviluppato come il nostro sono numeri che purtroppo non corrispondono in nessun modo alla realtà dei fatti. Del resto proprio l’ultima relazione della Direzione Nazionale Antimafia stima che in Lombardia ci sia la più pressante presenza della ’ndrangheta fuori dai confini calabresi e indica in oltre 500 il numero degli affiliati a questa organizzazione sul nostro territorio, rilevando che si tratta di una cifra calcolata per difetto". Ma il sindaco va oltre accusando Pascali di calmierare il fenomeno. "Minimizzare il pericolo rappresentato dalle infiltrazioni mafiose rischia di non aiutare la lotta alle attività illecite" ha concluso Pisapia. Lo scontro fra Palazzo Marino e l'Arma durerà ancora a lungo.