Poca voglia di investire fra le piccole imprese Ma molti hanno fiducia: l’87% non ha licenziato

È una medaglia a due facce la crisi per le imprese milanesi. Da un lato qualche segno di stabilità occupazionale e persistente vocazione all’internazionalizzazione. Dall’altro un sempre più difficile accesso al credito e una forte sofferenza sul versante degli investimenti. La fotografia di un campione di 1.818 aziende medie, piccole e micro, è stata scattata dall’Alta scuola d’impresa della Cattolica e dalla Compagnia delle Opere, in collaborazione con la Camera di commercio per la terza rilevazione dell’Osservatorio permanente della micro e piccola impresa (settembre-novembre 2008). La prima difficoltà è negli investimenti. Le imprese che dichiarano di avere investito sono il 56 per cento (-10 per cento rispetto al 2007). Male anche le previsioni: solo il 42 per cento degli intervistati ha investimenti in cantiere (il calo è del 53 per cento). Cifre che non stupiscono se si guarda ai finanziamenti agevolati. Ne hanno usufruito sono solo l’8 per cento delle aziende contro il 23 per cento del 2007. Altro elemento di crisi è il rapporto tra tessuto produttivo e sistema bancario. Il 28 per cento del campione ha incontrato difficoltà. Nel 51 per cento dei casi i problemi sono di accesso al credito. Aria pesante, nonostante alcuni dati positivi. C’è una contrazione delle assunzioni (11 per cento in meno le imprese che hanno assunto), ma per il 70 per cento delle aziende il numero dei dipendenti è rimasto stabile, per il 17 è aumentato e solo per l’8 per cento è diminuito. Il 53 per cento delle imprese assume a tempo indeterminato. Il 26 per cento degli intervistati ha abituali rapporti con l’estero e il 24 per cento li ha programmati. «Accesso al credito, sostegno all’innovazione e all’internazionalizzazione - dice Pier Andrea Chevallard, segretario generale della Camera di commercio - sono fattori su cui puntare. Abbiamo attivato diverse iniziative anche attraverso i Confidi, in un impegno condiviso con enti e associazioni». E la Compagnia delle opere ha un suo sportello.