Gli accampamenti sono delle polveriere E a combattere il degrado ci sono i soldati

Bombole a gas provocano incendi ed evacuazioni. Abbattuta casa abusiva

Torino Il Piemonte è tra le regioni italiane che ha il più alto numero di campi nomadi. Alle numerose «aree di sosta», come vengono chiamati i campi - nonostante le soste durino spesso una vita - si affiancano i campi abusivi, soprattutto vicino ai fiumi e nelle aree più periferiche delle città, dove oltre alle roulotte sono presenti baracche abusive quasi impossibili da abbattere per burocrazie e amministrazioni comunali. Per esempio il sindaco di Carmagnola, alle porte di Torino, dopo un iter durato più di dieci anni dalla prima ordinanza di demolizione, è finalmente riuscito ad abbattere una casetta abusiva di circa quaranta metri quadri di una famiglia sinti. Le ruspe sono arrivate assieme a una cinquantina tra carabinieri, agenti di polizia e vigili urbani e qualche ora dopo il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, è intervenuto con un post su Twitter: «Questa mattina a Carmagnola, dove amministra la Lega, è stata abbattuta una casa abusiva in un campo sinti non autorizzato. Dalle parole ai fatti. Prima gli italiani».

A Torino la gestione e la convivenza con i residenti nei campi nomadi - autorizzati e abusivi - è da anni fonte di grattacapi per le amministrazioni che si sono succedute, passando per Piero Fassino ed arrivando ai giorni nostri con la sindaca pentastellata Chiara Appendino, che ha firmato l'ordinanza dell'ultimo sgombero all'inizio del mese di giugno, per l'area abusiva di corso Tazzoli, sorta 13 anni fa, dove alcuni giorni prima era scoppiato un vasto incendio che aveva distrutto numerose baracche e fatto esplodere alcune bombole di gas. Proprio la pericolosità dell'insediamento rilevata in seguito al rogo, per la presenza di numerose bombole di Gpl e di generatori elettrici alimentati a combustibile liquido, ha spinto l'amministrazione comunale a disporre con una ordinanza l'allontanamento dei residenti, accolti in strutture messe a disposizione dal Comune.

La situazione più critica però, si regisstra da tempo nel campo nomadi di via Germagnano, dove in questi ultimi tre mesi è stata attivata la missione dei militari di «Operazione strade sicure», per controllare il territorio attorno ai campi Rom, devastato da roghi di immondizia e sversamenti di rifiuti nocivi. Un blitz della Polizia municipale nell'area di strada dell'Aeroporto, alcune settimane fa, ha invece portato all'arresto di un 24enne, cittadino di nazionalità bosniaca, nomade, di fatto domiciliato nel campo nomadi torinese, pluripregiudicato per rapine, furti, ricettazione, evasione dai domiciliari, ricercato per violenza sessuale e rapina in concorso ai danni di una connazionale.