Adesso è il turno dei rom Salvini: "Basta caos, faremo un censimento"

Il vicepremier poi corregge il tiro: «Nessuna schedatura». Critico Di Maio: incostituzionale

S alvini apre il dossier Rom. Continua l'attivismo del ministro dell'Interno sui temi in qualche modo connessi all'immigrazione, dalla chiusura dei porti fino a quella dei nomadi e dei «campi Rom», più o meno abusivi, presenti in quasi tutte le città italiane. Il titolare del Viminale lancia la crociata attraverso i microfoni di Telelombardia. Salvini nell'intervista annuncia una serie di novità: «Al ministero mi sto facendo preparare un dossier sulla questione rom in Italia, perché dopo Maroni non si sta facendo più nulla, ed è il caos». L'idea è quella di fare un «censimento» della popolazione rom. Per «vedere - dice - chi, come, quanti». La road map salviniana prevede una sorta di anagrafe, definita «una fotografia della situazione». Anche per «tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza». Ma l'obiettivo finale resta sempre lo stesso: l'espulsione dei cittadini stranieri irregolari. L'operazione andrà fatta attraverso accordi tra gli Stati, mentre per quanto riguarda i rom italiani Salvini pronuncia una frase destinata a far discutere: «Quelli purtroppo te li devi tenere a casa». Alludendo all'impossibilità di espellere cittadini italiani.

Il leader della Lega, poi annuncia un giro di incontri con i sindaci per discutere della problematica perfino con il Papa «forse già in settimana», innescando però uno strano incidente con la sala stampa vaticana che replica: «In agenda non c'è nulla». Parlando di Milano Salvini ha rivolto un messaggio a Beppe Sala, dicendo di avere in cantiere sgomberi di occupazioni abusive in alcuni quartieri popolari: «Penso a San Siro, a Via Gola, a Chiesa Rossa». E ha aggiunto: «Anche di campi rom». Salvini, pur di raggiungere l'obiettivo, ha sostenuto di voler collaborare con i sindaci di qualsiasi colore politico. A partire dal Pd. Il leader della Lega, infatti, ha promesso una visita, a stretto giro, nella città di Firenze amministrata dal renziano Dario Nardella.

Dure le repliche. Carlo Stasolla, presidente dell'Associazione 21 luglio, che si occupa della tutela dei rom e sinti in Italia ha usato parole dure. «Fuorilegge un censimento su base etnica». Per la Giunta dell'Unione delle Comunità Ebraiche la proposta «risveglia ricordi di leggi e misure razziste di appena 80 anni fa». E in serata il direttore del TgLa7 Enrico Mentana ha mostrato un documento del febbraio 1939 in cui il padre della senatrice a vita Liliana Segre è costretto a dichiararsi «di razza ebrea».

Hanno replicato alle frasi di Salvini anche numerosi esponenti della sinistra. «Disumanità al potere», twitta Laura Boldrini che lancia anche l'hashtag #respingiamosalvini. «Ieri i rifugiati, oggi i Rom, domani le pistole per tutti. Quanto è faticoso essere cattivo», ironizza l'ex premier Paolo Gentiloni.

Da Palazzo Madama, il dem Edoardo Patriarca ha commentato così: «Il dossier Rom di Salvini è agghiacciante, ricorda politiche di stampo nazista». L'ex vice ministra Teresa Bellanova è spaventata: «Tra poco arriveremo alla difesa della razza italiana». Stessa posizione per la senatrice Simona Malpezzi: «Proposta aberrante». Per Ettore Rosato, vicepresidente della Camera «il censimento dei rom è volgare e demagogico». Da Leu il capogruppo a Montecitorio Federico Fornaro ha richiamato il premier Conte: «L'Italia non ha bisogno di un governo che alimenti quotidianamente odio e vecchi e nuovi stereotipi del razzismo».

Il tutto provoca la precisazione di Salvini «non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno» e l'intervento di Di Maio, che prende atto: «Mi fa piacere che il ministro Salvini abbia smentito questa idea di schedatura, che sarebbe stata incostituzionale».