Adinolfi avverte la Meloni: "Ora il Popolo della Famiglia è arbitro"

Mario Adinolfi, candidato sindaco a Roma per il neo-nato Popolo della Famiglia, si congratula con la Meloni per la scelta di candidarsi

"Auguri a Giorgia Meloni, la sfida per il Campidoglio ora si fa interessante e certamente si chiuderà al ballottaggio, in cui noi più di altri giocheremo il ruolo di arbitro". Lo scrive sul suo profilo Facebook Mario Adinolfi, direttore de La Croce e candidato sindaco del Pdf, il partito nato dall'esperienza del Family Day.

"Se il Popolo della Famiglia sarà reso forte dai consensi nelle urne, saranno le nostre idee a determinare l'esito della partita. Ad esempio, se sarò eletto sindaco non celebrerò neanche una unione civile omosessuale, anche se la legge me lo dovesse imporre. Eventualmente mi fosse richiesto, delegherò terzi", spiega Adinolfi convinto che solo il Pdf possa avere nette sul tema della famiglia, mentre i suoi avversari sono costretti a costruire coalizioni ampie e a scendere a compromessi. "Al primo turno - conclude il direttore de La Croce - allora date forza al simbolo Pdf, a Adinolfi sindaco di Roma, a Amato capolista per il Campidoglio. Mandateci al ballottaggio o rendeteci così forti da determinarne gli esiti. Altrimenti il compromesso vincerà. Solo il Popolo della Famiglia è garanzia di una linea chiara sulla famiglia".