Arriva la tassa d'imbarco per salvare Alitalia

Per mandare in pensione anticipata piloti e hostess pagheremo tre euro per ogni volo

Roma - Sconto di sette anni per l'accesso alla pensione per piloti e hostess. E a pagare saranno i viaggiatori. Emergono nuovi e spiacevoli particolari sulla riforma delle pensioni giallo-verde che per ora è ancora una bozza. Per tutti i lavoratori del trasporto aereo sarà possibile andare in pensione di vecchiaia nel 2019 e nel 2020 con un requisito ridotto di sette anni rispetto a quella degli altri lavoratori. Insomma un modo per accompagnare gentilmente alla porta un bel numero di dipendenti Alitalia ed alleggerire così una società che fa acqua. Già adesso era possibile uscire con un requisito ridotto di cinque anni ma con l'introduzione di questa norma si riduce di altri due. Ma come verrà finanziata questa misura? Il governo ha ben pensato di rendere strutturale la norma sul pagamento per diritto di imbarco di tre euro. Insomma pagheranno i cittadini.La pensione di vecchiaia invece sarà accessibile per chi compirà 67 anni tra il 2019 e il 2022. In sostanza non ci sarà adeguamento dei requisiti di età agli incrementi della speranza di vita previsti entro il 2022. La pensione anticipata indipendentemente dall'età resta condizionata al pagamento di almeno 42 anni (41 per le donne) e 10 mesi di contributi anche per il 2019. Il diritto ad avere l'assegno si avrà tre mesi dopo la maturazione dei requisiti. Nella riforma si affronta anche la spinosa questione quota 100. È stata proprio la difficoltà di definire questa misura in modo sostenibile ad indurre il governo a stralciare la riforma delle pensioni dalla manovra puntando invece ad un provvedimento ad hoc che sarà collegato alla legge di Bilancio. Con quota 100 infatti sarebbero stati coinvolti nel pensionamento anticipato troppi lavoratori della scuola e della sanità. L'ipotesi era di oltre 80.000 tra docenti e personale Ata in uscita dalla scuola e 20/30.000 dalla sanità. Complessivamente circa 400.000 dipendenti dal settore pubblico in tre anni. Cifre insostenibili sia per i costi sia per il funzionamento della macchina statale.Nella bozza si ipotizza che possano andare in pensione con quota 100, ovvero 62 anni di età e 38 di contributi, i lavoratori pubblici che maturano, entro quest'anno, i requisiti e dunque potranno percepire l'assegno dal 1 luglio 2019. Chi invece maturerà i requisiti dal 1 gennaio 2019 dovrà aspettare sei mesi dal momento in cui li matura. Per i lavoratori privati è prevista una finestra di tre mesi. Chi matura i requisiti entro dicembre 2018 uscirà il 1 aprile 2019 mentre chi li matura a partire dal 2019 incasserà la pensione una volta passati tre mesi dalla maturazione dei requisiti. I requisiti anagrafici saranno adeguati agli incrementi alla speranza di vita dal 1 gennaio 2023.

Si fa sempre più strada l'ipotesi che quota cento non diventi una riforma strutturale come confermato dal ministro dell'Economia, Giovanni Tria che durante un'audizione in Parlamento aveva definito la riforma delle pensioni «sperimentale». Una condizione resa necessaria dal fatto che una simile misura a tempo indeterminato risulterebbe insostenibile. Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon conferma: «La settimana prossima arriverà il pacchetto pensioni definitivo», che conterrà pure il divieto di cumulo tra pensione reddito da lavoro.

Commenti
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mortimermouse

Dom, 28/10/2018 - 09:28

certo che gli italiani sono un popolo di incredibili furboni.... :-)

rokko

Dom, 28/10/2018 - 10:26

I veri comunisti sono quelli che sono al governo ora, 5S e Lega. Vergogna.

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Zizzigo

Dom, 28/10/2018 - 10:39

Che bravi! dalla plurifallita società di bandiera, ci scaricano addosso anche gli esuberi di personale.

pardinant

Dom, 28/10/2018 - 11:11

Questa non mi piace! Dopo decenni che lo Stato e quindi noi tutti, compreso chi non ha mai visto un aereo da vicino, ha finanziato questo bella compagnia sempre in perdita con circa se non oltre 10 miliardi adesso dovremo anche sobbarcarci l'onere di un trattamento speciale da cui la stragrande maggioranza dei lavoratori è esclusa.

Marioga

Dom, 28/10/2018 - 11:21

Altra ladrata di questo governo neocomunista. Lasciatela finalmente fallire come tutte le altre imprese normali! Piloti e hostess possono benissimo fare come noi mortali, se non c'è lavoro in Italia si va all'estero fino all'età normale della pensione. Perchè loro privilegiati?

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Leonida55

Dom, 28/10/2018 - 11:36

@rokko - i veri comunisti sono quelli che , sindacati compresi tutti sinsirti, che hanno portato all osfascio l'azienda, in tanti anni di pertese e proteste, nonchè troppi privilegi e pochi controlli. Sul mercato non vale la legge comunista del fancazzismo del lavoro pubblico, che ben conosci, ma bisogna lavorare sempre, che tu non conosci. Pulisciti la bocca quando parli della lega, sono quelli che lavorano e ti mantengono, te e l'Alitalia.

Cheyenne

Dom, 28/10/2018 - 12:10

ECONOMISTI DA STRAPAZZO

magnum357

Dom, 28/10/2018 - 13:07

Sono almeno 25 anni che non salgo su un volo Alitalia ed anche in futuro la evitero' come se fosse la peste !!!!!! Scordatevi cari del M5S di poter risanare un cadavere ambulante con siffatta politica aziendale !!!!! Alitalia puo' vivere solo ed unicamente sul lungo raggio e pertanto deve essere per forza di cose smembrata !!!!!! A proposito, Alitalia deve ancora rimborsare 900 milioni di euro ricevuti in prestito, caro Giggino, non dimenticartelo !!!

Libero 38

Dom, 28/10/2018 - 14:03

L'ultima furbata di far pagare la tassa d'imbarco per mandare in pensione parte degli sfaticati arroganti dipendenti dell'alitalia non servira' a nulla.Serve solo per prolungare di qualche anno la sopravvivenza di una compagnia aerea malata grave in stato terminale.

rokko

Dom, 28/10/2018 - 18:19

Leonida55, io penso che tu sia uno sfigato. più di questo non puoi essere, vista la tua palese incapacità mentale.