Azzurri al lavoro in Liguria: chance per un listone con Fdi

Trattative con la Meloni per una coalizione intorno al candidato di Forza Italia Toti: «Spero in una sintesi di centrodestra, dalla Regione parta lo sfratto a Renzi»

Giorgia Meloni, scottata dalla discesa in campo di Adriana Poli Bortone in Puglia, vissuta come uno schiaffo perché non concordata preventivamente, fa balenare la possibilità di non concedere l'appoggio di Fratelli d'Italia al candidato scelto da Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. «Sulla Liguria valutiamo quale proposta ci sembra la più competitiva. Toti è in campo ma è visto come un po' estraneo alle dinamiche territoriali». C'è anche uno spunto polemico-scherzoso. «I giornali dicono che Berlusconi mi avrebbe definita “pulce” - scrive la Meloni su Twitter -. Essere paragonata a Leo Messi da un grande uomo di calcio è una soddisfazione». Sotto traccia, però, una mediazione è partita. E oggi in una riunione che dovrebbe tenersi a Palazzo Grazioli lo stato maggiore azzurro cercherà di creare le condizioni per stoppare sul nascere altre divisioni ed evitare di aprire un nuovo fronte, questa volta con il partito della Meloni. Così come dovrebbe essere definito il candidato azzurro per la Toscana (in pole-position il consigliere regionale, Stefano Mugnai). «Mi auguro di cuore di arrivare nel giro di poco tempo a una sintesi con Fratelli d'Italia perché non c'è nulla che ci divide in Liguria» è l'auspicio di Toti. «Fratelli d'Italia, che ha una vocazione di centrodestra profonda e radicata non vorrà farsi sfuggire l'occasione storica di governare e cambiare la faccia di questa terra. Dalla Liguria vogliamo dare lo sfratto al governo Renzi. Le liste su cui punteremo sono quelle di Forza Italia, della Lega, mi auguro al più presto di Fratelli d'Italia, se Ncd e Udc che stanno al governo con Renzi dovessero decidere diversamente, siamo pronti a ospitare tutte le energie che si riconoscono nel centrodestra in una lista civica». Pare, peraltro, che i rappresentanti locali di Fdi si siano espressi a favore della candidatura Toti. Inoltre in Liguria i partiti del centrodestra vedono la possibilità di approfittare della divisione che si è verificata a sinistra, dove un esponente del Pd, Luca Pastorino, ha lasciato il partito per guidare una formazione alternativa a quella guidata da Raffaella Paita.

Più complessa la situazione pugliese anche se Fdi, pur non aderendo alla candidatura della Poli Bortone, continua a perorare la causa della riconciliazione. La partita a scacchi non è terminata. Tra mosse e contromosse la scelta dell'ex sindaco di Lecce da parte di Fi ha spiazzato i fittiani e ora anche alcuni pezzi pregiati della Lista Schittulli non nascondono il loro disagio di fronte all'ipotesi di uno scontro fratricida. In serata lo stesso Fitto ha riunito la sua corrente per confrontarsi sul da farsi e analizzare la possibilità di perseguire lo scontro giudiziario. La guerra giudiziaria sarà inaugurata da Vincenzo D'Anna e presto potrebbe essere seguita dai fedelissimi di Fitto in caso di rottura definitiva in Puglia. «Nel giro di 48 ore», spiega Arturo Umberto Meo, legale del senatore campano di Gal, sarà presentato davanti al tribunale civile di Roma un ricorso per contestare la «legittimità» della delega conferita a Mariarosaria Rossi per la «gestione del simbolo di Fi e la formazione delle liste. Procederemo ex articolo 700 del codice di procedura civile». Pronta la replica di Ignazio Abrignani, responsabile elettorale nazionale forzista, anche lui avvocato civilista: «La nomina della Rossi è assolutamente legittima».

di Fabrizio de Feo

Roma