Battisti, Salvini: "Ora chieda scusa chi l'ha coperto"

Il ministro dell'Interno duro dopo la confessione da parte del terrorista. Secondo il vice premier, per Battisti "non c'è rieducazione"

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini commenta la confessione da parte di Cesare Battisti. Il leader della Lega, durante una conferenza stampa a via Bellerio, ha detto parlato in maniera abbastanza secca riguardo alle scuse del terrorista dei Pac, con un gelido "Meglio tardi che mai". Il leader della Lega ha poi puntato il dito contro tutta quella parte della sinistra che ha difeso il terrorista latitante parlando di errori giudiziari e di persecuzione dicendo: "Mi aspetto che chiedano scusa anche gli pseudo intellettuali di sinistra che hanno coperto e difeso questo assassino".

Il vice premier italiano, continuando la conferenza stampa, ha poi confermato la sua missione a Parigi la prossima settimana per ricordare che l'obiettivo è anche quello di riportare in Italia quei latitanti che hanno goduto (e continuano a godere) della protezione giudiziaria della Francia. "I servizi e le forze dell'ordine stanno lavorando in silenzio per riportare in Italia alcuni terroristi e assassini che devono scontare l'ergastolo, andato in giudicato, e che sono attualmente in vacanza in Francia e in altri paesi europei ed extra europei". Il ministro dell'Interno ha poi spiegato: "La mia missione a Parigi la settimana prossima avrà all'ordine del giorno, tra gli altri dossier, anche la riammissione di terroristi attualmente in Francia. Dal governo francese sono arrivati segnali di interesse e di apertura. Conto di tornare con qualche risultato concreto".

Mentre a Quarta Repubblica su Rete 4, nella puntata che andrà in onda questa sera, il ministro dell'Interno ha tenuto a ribadire la volontà di mantenere la sua linea dura sul terrorista: "Credo nel valore della rieducazione, ma non per Battisti". Quella di oggi, per il vice premier leghista, rappresenta in ogni caso una giornata importante, visto che si tratta della fine di un cerchio giudiziario che da quando è titolare del Viminale ha voluto chiudere.