Berlino, Lisbona e New York Il futuro? È riciclare il passato

L'aeroporto Tegel sarà un nightclub, in Spagna il fiume è un parco e in Francia la ferrovia una strada botanica

Manila Alfano

Il valore di riciclare. Non solo carta, plastica, ma pezzi di città intere. Cambiare volto, rifarsi la facciata. Come fa Berlino. L'aeroporto della capitale tedesca, Tegel va in pensione ma non ha nessuna intenzione di morire. L'amministrazione cittadina ha deciso di trovare una seconda destinazione per un'area che altrimenti sarebbe destinata all'abbandono, in vista dell'entrata in funzione del nuovo scalo di Berlino Brandeburgo che diventerà l'unico scalo aeroportuale della capitale.

Al suo posto progetti e grandi innovazioni. L'idea è che venga trasformato in un grande club notturno: una grande location per ospitare festival e concerti. Torre di controllo, hangar e aree insonorizzate dedicate al test dei motori riconvertite in spazi dedicati a musica ed eventi come mostre e performance di giovani artisti.

È l'arte del vedere oltre, del saper reinventare. Città come esseri viventi, in trasformazione continua, che vanno dove le portano le visioni dei cittadini. E Berlino è particolarmente votata al cambio. Lo racconta la tragica storia della città, il muro alzato per ventotto anni, dal 1961 al 1989, che resta una ferita indelebile, l'arte come balsamo per lenire il dolore, la memoria. La Germania e con l'idea ecosostenibile del cuore. Come a Lisbona e a New York.

Come Amburgo, tessuto urbano in metamorfosi continua, l'esempio perfetto è HafenCity, un progetto urbanistico unico per concezione e dimensioni: si tratta dell'area portuale, da anni in stato di degrado, dove gli enormi silos e i depositi per lo stoccaggio della merce sono stati riconvertiti in edilizia residenziale, con annessi servizi come scuole, case ed uffici, tutti invariabilmente a basso impatto ambientale, con consumi energetici che sono una frazione di quelli di un edificio di trent'anni fa.

Ma la Germania non è l'unica, nell'ottica di un progetto di «riconversione industriale», Milano è stata un esempio con la costruzione della Città delle Culture nell'area ex Ansaldo. L'amministrazione di Berlino ha realizzato anche un altro progetto di riqualificazione urbana con il Parco di Gleisdreieck che si estende per 26 ettari nel raccordo triangolare che collega gli storici siti ferroviari delle stazioni merci «Potsdamer» e «Anhalter».

A Parigi il Viaduc des arts, che i parigini chiamano «coulée vert» (colata verde) era la vecchia linea ferroviaria commerciale che da sud est si immetteva nella città: quattro chilometri di strada ferrata in disuso che da Porte Dorée arrivavano fino alla gare de Lyon e che, proprio come sta succedendo con l'Hight Line di New York, sono stati riconvertiti in una silenziosa e lussureggiante «promenade» botanica. La strategia sembra essere molto chiara: prendi vecchi relitti della società industriale, riconvertili in spazi possibilmente legati alla cultura ed il successo è assicurato.

A Valencia il Turia, fiume «verde» è stato trasformato da problema a risorsa. All'inizio il letto del fiume cittadino doveva essere riconvertito in un'autostrada urbana, poi l'idea vincente, giusta: evolvendosi in uno dei parchi più originali d'Europa.