Berlusconi: addio 30% se si discute solo di regole

Il leader di Fi irritato da Toti che insiste sulle primarie. A settembre «operazione contenuti»

Roma «Non torniamo al 30% discutendo di regole e di congresso, questo è certo». L'ha detto a più persone Silvio Berlusconi (nella foto) durante la trasferta a Strasburgo e chiarisce il suo umore sul dibattito infinito sulle primarie innescato da Giovanni Toti. Per il leader di Forza Italia, ora che il voto non sembra più imminente, è sui temi che interessano la gente che bisogna impegnarsi per recuperare i consensi perduti.

Lui si tiene fuori dal confronto al tavolo delle regole, che si riunirà la prossima settimana, e fa trasparire il suo disinteresse. Rincuorato anche dal sondaggio di Renato Mannheimer, pubblicato dal Giornale, che attribuisce al coordinatore pro tempore (con Mara Carfagna) un misero 2% di seguaci.

Il governatore legge nell'atteggiamento del Cavaliere un segnale allarmante. Sa che è in minoranza al tavolo delle regole, con la sua proposta di primarie allargate ai non iscritti e sa che il Cavaliere non vuole il congresso ad ottobre, semmai a dicembre. L'ha visto intervenire per impedire l'azzeramento dei coordinatori regionali, mostrando che i rinnovatori del partito debuttavano con un passo falso. E ha saputo dell'irritazione del fondatore per la sua proposta che gli riserva un ruolo onorario, con una «riserva indiana» per indicare dei parlamentari, mentre sarebbe il coordinatore uscito dalle primarie ad indicare la linea politica. Ieri sera Toti a Roma ha incontrato i suoi a cena per esprimere molte preoccupazioni, dopo essere stato con Matteo Salvini in visita nella sua Liguria e, secondo voci, mentre prepara un incontro con Giorgia Meloni. L'idea del polo sovranista non è morta. «Temo che alla fine mi costringeranno a rompere - è il succo del suo ragionamento -. Qui le cose vanno per le lunghe, ma io aspetto solo fine mese per capire se si fa melina o davvero parte il processo di rinnovamento della classe dirigente».

Di qui l'importanza della nuova riunione del board, che cercherà la sintesi tra la proposta di Toti e quella della Carfagna, per primarie solo per gli iscritti, ma anche all'ultimo minuto. Per la vicepresidente della Camera bisogna battere sui contenuti e domani a Montecitorio, con la responsabile del dipartimento Lavoro di Fi, Renata Polverini, solleciterà il governo a intervenire nelle troppe vertenze aperte, con una critica al vicepremier grillino Luigi Di Maio, titolare del Lavoro. «I dibattiti interni su regole e su primarie - dice la Carfagna - non solo non interessano a nessuno ma allontanano il nostro elettorato. Questo percorso però va aperto e chiuso in tempi rapidi. Non vorrei che per colpa nostra la cura diventi peggiore del male».

Una linea che piace molto più a Berlusconi di quella di Toti. E il leader ha sollecitato Sestino Giacomoni a consultare i coordinatori regionali sui temi che preoccupano le popolazioni locali, come ospedali, rifiuti, tasse. «Organizzeremo da settembre - dice Giacomoni - incontri sul territorio per mostrare una squadra compatta, l'opposto delle primarie in cui uno prevale sull'altro».

Commenti

Popi46

Gio, 18/07/2019 - 09:33

Berlusconi ha ragione, i voti dei cittadini si ottengono sulle proposte e le regole dovrebbero essere poche, comprensibili per tutti e soprattutto rispettate da tutti,senza distinguo

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mortimermouse

Gio, 18/07/2019 - 09:37

ma difatti, toti ha fatto un gravissimo errore: quello di sottovalutare Berlusconi :-) dopo quello che lui ha fatto per toti, vi pare giusto una pugnalata a tradimento? ennò, non esiste :-)

evuggio

Gio, 18/07/2019 - 09:47

Berlusconi crede di essere immortale; non ha voluto crearsi un delfino, non ha saputo rinnovare veramente il partito e pretende di continuare a fare l'uomo solo al comando. Con queste convinzioni si va " a sbattere"

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pascariello

Gio, 18/07/2019 - 09:52

NON CI TORNATE, PONTO E BASTA !

Giorgio Rubiu

Gio, 18/07/2019 - 10:13

Dispiace dirlo ma pare che Berlusconi tema le primarie e non ha ragione di temerle. Vincerebbe sicuramente le primarie che, però, mostrerebbero la fragilità di FI. Infatti, se non fosse per la leadership di Berlusconi, FI sarebbe al limite (se non al di sotto) della soglia di sbarramento. Già il 6,5% è troppo vicino alla linea di demarcazione ma è quasi tutto dovuto alla presenza di Berlusconi. Gelmini, Carfagna e simili, se orfani di Berlusconi, porterebbero a casa percentuali da prefisso telefonico.

diesonne

Gio, 18/07/2019 - 10:45

diesonne il discorso e' sempre uno solo ed è stucchevole:si gioca sempre sulle poltrone e sul laeder:i problemi dei cittadini sono sempre all'indice

ex d.c.

Gio, 18/07/2019 - 10:48

Un partito che ha un premier come Berlusconi, cosa può volere. Chi non segue le istruzioni esca senza tante polemiche

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perSilvio46

Gio, 18/07/2019 - 10:50

I sondaggi di ieri sono chiari: Lega al 38-39% in ascesa continua con un traguardo stimato a breve nella forchetta 40-43%, PD in crollo totale, passato dal 24 al 20% in pochi giorni con un traguardo stimato a breve 14-16% (al netto della scissione renziana data per certa), meglio i grillini che superano il PD con il 17%, Dibba permettendo. FdI stabile all'8%, Toti non misurato e quindi neppure misurabile FI. Assumendo Toti al 6%-8% la DESTRA-DESTRA alle urne varrebbe il 52-55%. Con questi numeri che senso ha parlare di altre soluzioni che non siano un governo DESTRA-DESTRA? Per PD, M5S, e, purtroppo i resti di FI, non resta altro che sperare che Salvini mantenga in piedi l'attuale regime parlamentare, cosa tutt'altro che certa, vista la sua ammirazione per Putin. BERLUSCONI ha ragione: che senso ha parlare di congressi, ovvero del sesso degli angeli, mentre i turchi scalano le mura?

bernardo47

Gio, 18/07/2019 - 11:28

Toti ha rotto zibildei a tutti!se ne vada e amen! Sembra il Renzi di f.i.! ma non si Vergogna?

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etaducsum

Gio, 18/07/2019 - 12:04

Da che mondo e mondo, i tavoli delle regole in politica hanno sempre partorito divisioni. Ai fan di Salvini, che in Toti vedono il grimaldello per un governo «destra-destra» (Salvini-Toti-Meloni), Una domanta: il leoncavallino, fondatore di comunismo padano, è di destra? È così entusiasta di essere col sinistrume estremo nel governo «sinistra-sinistra!

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dlux

Sab, 20/07/2019 - 10:18

Berlusconi dice cose giuste partendo da presupposti sbagliati. È vero che non si raggiunge il 30% parlando di congressi ecc... Ma neanche con la politica fin qui adottata visti i risultati ottenuti. Berlusconi ha fatto gravissimi errori ed ora vorrebbe porvi rimedio addossando ad altri la responsabilità. Non ha creato un successore credibile, non ha programmi credibili, lui stesso non è credibile.