Berlusconi non si ferma e vigila sui ballottaggi La telefonata a Parisi

Il candidato sindaco azzurro: "È forte, ci ha tranquillizzato". Domani l'intervento

«Il solito leone». Così raccontano Berlusconi alla vigilia dell'ennesima battaglia. Andrà sotto i ferri domani, il Cavaliere; ma chi gli sta vicino lo descrive «pronto, sereno, fiducioso nei medici e confortato dalla fede in Dio e dalla famiglia». Già, la famiglia. In queste ore un balsamo in più, per l'ex premier, è vedere i suoi cinque figli così uniti attorno a sé. Marina e Pier Silvio, avuti dalla sua prima moglie, Carla Elvira Lucia Dall'Oglio; e Barbara, Eleonora e Luigi, figli di Veronica Lario: tutti insieme attorno al tavolo da pranzo del San Raffaele.

Sono tantissime le telefonate di auguri che arrivano in ospedale e molte vengono passate al Cavaliere. Il quale ringrazia per l'incoraggiamento. Confermata anche la telefonata del premier Renzi, avvenuta un paio di giorni fa. Un colloquio cordiale concluso con un «in bocca al lupo, Silvio. Presto verrò a trovarti». E confermata pure la visita, nei prossimi giorni, del leader della Lega, Salvini. Anche se varcherà le porte della camera operatoria domani mattina presto, per un intervento di quattro ore circa, Berlusconi non smette di lavorare. E anche ieri ha voluto parlare al telefono con Stefano Parisi, candidato sindaco di Milano che domenica prossima si gioca la partita per palazzo Marino. «Ci ha voluto tranquillizzare - confessa Parisi - Respira con un po' di fatica ma ha una voce ottima; è molto più forte di fibra di quello che immaginate».

Sotto le sue finestre, alcuni capi ultras del Milan con lo striscione «Presidente non mollare». «Siamo qua - racconta il super tifoso - per dimostrargli che lo aspettiamo e perché riteniamo che lui sia ancora all'altezza di fare grande il Milan». Accanto ci sono i giovani di Forza Italia, anche loro con un lenzuolo: «Forza presidente, Fi giovani è con te». Il figlio Luigi rassicura tutti: «Papà sta bene, benissimo; e ha passato bene la notte». Poi arriva anche la sorella Eleonora, atterrata ieri dall'estero. Le visite sono centellinate perché è bene che il Cavaliere riposi prima di un intervento che, dal punto di vista cardiochirurgico, è di routine ma che, in ogni caso, una passeggiata non è. Ed è anche per questo motivo che, in queste ore, tutti vogliono mettere la sordina alle polemiche di partito. Sintetizza così Nunzia De Girolamo: «Dobbiamo evitare guerre di cortile che porterebbero ulteriore stress al presidente». E ancora: «Sono certa che il presidente stupirà ancora una volta tutti e tornerà più forte di prima. Qualsiasi decisione sul futuro del partito la prenderà lui, autonomamente, come ha sempre fatto. Il partito ha sicuramente dei problemi e ha bisogno di una manutenzione. Ma è un dibattito che deve riguardare le idee da cui ripartire, non le persone. Se c'è qualcuno che approfitta della proverbiale gentilezza e generosità del presidente è un problema suo». Un altro episodio riguarda Michaela Biancofiore. La deputata altoatesina, da tempo sofferente per alcune decisioni del partito, aveva preannunciato l'addio a Forza Italia. Ma poi, il dietrofront: «Avevo detto che dopo i risultati delle elezioni amministrative avrei ufficializzato la mia uscita o meno da Forza Italia. Ma non abbandonerò il presidente in un momento umanamente delicato e anzi, appena sarò nelle condizioni, lotterò col consueto coraggio affinché Forza Italia torni ad essere il primo partito d'Italia». Questioni di cuore.