Bonometti nega: "La fattura non era finanziamento a partito"

Il presidente di Confindustria, interrogato ieri dai pm, si difende: "Ho finanziato campagne elettorali, ma sempre senza mistero"

Nessun finanziamento illecito a partiti. Come racconta l'Huffington Post Marco Bonometti nega che la fattura da 31mila euro contestata alla sua società sia un finanziamento a Lara Comi come contestato dalla procura di Milano.

Lo avrebbe ha detto anche ieri sera durante l’interrogatorio con i magistrati che lo avevano convocato come persona informata sui fatti nell'ambito dell'indagine su tangenti e appalti che la scorsa settimana aveva portato a 43 ordinanze di misure cautelari e che aveva coinvolto anche tre esponenti di Forza Italia. Ai pm Bonometti - ora indagato - avrebbe spiegato di aver sostenuto economicamente diverse campagne elettorali in passato, ma mai in modo illecito e sempre senza farne mistero.

Per la procura, invece, la fattura da 31mila euro versata dalla Officine Meccaniche Rezzatesi - con sede nel Bresciano - alla società Premium Consulting srl (tra i cui soci c'è proprio l'europarlamentare e candidata alle prossime Europee con Forza Italia) era finanziamento illecito. La somma sarebbe stata versata sotto forma di una consulenza fittizia che avrebbe avuto come oggetto un testo di poche pagine, reperibile facilmente online.