La California brucia: Trump avverte i dem

La California richiede ulteriori fondi per combattere gli incendi nel suo territorio. Il presidente Trump avverte il Governatore Dem di “darsi una regolata” e prendere in mano la situazione.

Clima secco, temperature alte, venti forti e poche precipitazioni. Insomma, un posto ideale per un incendio. La California ha acquisito notorietà per i suoi grandi incendi e la stagione più delicata continuerà fino a dicembre.

Lo Stato della California, tradizionalmente governato dal Partito democratico, ha 33 milioni di acri di bosco, la cui metà (attorno al 57%) sono amministrati dal governo federale americano. Per vari motivi, incluso il clima secco e l’innalzamento delle temperature, lo Stato è continuamente minacciato dal fuoco. Ci sono molti impegni per prevenire incendi tra cui vari fondi per proteggere l’area dalla possibile propagazione. Per esempio, una delle più grandi minacce è “il combustibile naturale”, cioè legno ed erba secca lasciata per i boschi. Certo, dire che il legno in un bosco non aiuti non è certamente una genialata, però combustibile come rami morti lasciati in terra rappresentano un problema serio in California.

Sembra però che i soldi non bastino mai. Sempre più fuochi, sempre più minacce, e quindi sempre più richieste di fondi. Il presidente Donald Trump aveva già avvisato il governatore Dem, in gennaio, che la situazione non era più accettabile.

Miliardi di dollari vengono inviati allo Stato della California per gli incendi boschivi che, con corretta amministrazione Forestale, non avverrebbero mai. A meno che non “si diano una regolata”, che è improbabile, ho ordinato a FEMA [Agenzia Federale per l’Amministrazione delle Emergenze] di non inviare più fondi. È una situazione vergognosa in termini finanziari e di vite umane!” scrive il Presidente Usa su Twitter il 9 gennaio 2019.

Qualche giorno fa, con la richiesta di nuovi fondi, in stile Trump, il Presidente ha pubblicato un nuovo Tweet.

Il governatore della California, Gavin Newsom, ha fatto un pessimo lavoro con l’amministrazione forestale. Gli ho detto fin dal nostro primo incontro che deve “ripulire” I suoi boschi indipendentemente da quello che COMANDANO i suoi capi, cioè gli ambientalisti. […] Ogni anno, quando il fuoco inizia e la California brucia, è la stessa storia – e viene a chiedere soldi al governo federale. Non più. Si dia una regolata, Governatore. Non si vede in altri Stati il livello di incendi [che ci sono in California].

La risposta del governatore è stata alquanto secca, scrivendo a Trump che è “scusato” dalla conversazione dato che non crede al cambiamento climatico.

Lo Stato non ha pochi spicci a disposizione: ben 200 milioni di dollari all’anno per la pulizia delle foreste (per rimuovere fogliame e legname secco), il mantenimento dei boschi e spazi di difesa attorno ai centri abitati.

Glen MacDonald, professore di Geografia presso l’Università’ della California – Los Angeles (Ucla) ha commentato che gli incendi avvengono in zone erbose e non forestali, dove l’amministrazione forestale non c’entra. MacDonald è tra le altre cose, un esparto sul cambiamento climatico.

Questo cambiamento del clima, che tanti chiamano riscaldamento globale (termine molto criticato) potrà sicuramente influenzare gli eventi ed incrementare I fuochi in California. Ci si può parlare per anni, discutere, arrabbiarsi ed insultarsi. L’amministrazione di una minaccia cosí grossa come gli incendi in California, che dovrebbe essere totalmente indipendente dagli ideali politici, ha bisogno sicuramente di molti fondi, ma anche molte capacità amministrative. Non è un evento straordinario che coglie tutti di sorpresa; è un evento che viene calcolato in un bilancio. Ed il fuoco – che non ha colore politico – brucia davvero.