Call center milionario e buoni per le vacanze A che serve davvero l'Ufficio anti razzismo

Roma Dell'Unar in pochi avevano sentito parlare, prima che Giorgia Meloni sollevasse un polverone per la lettera che le intimava di pesare bene le parole quando parla di immigrati per non cadere nel razzismo.

Adesso qualcuno in più sa che si tratta dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio, Dipartimento pari opportunità, che Matteo Renzi ha affidato a Giovanna Martelli, deputata Pd e sua consigliera.

E mentre la leader di Fratelli d'Italia protesta con il premier e il Quirinale e pretende le scuse tirando in ballo l'assente presidente della Camera Laura Boldrini che dovrebbe tutelare le opinioni dei deputati come lei, ci si chiede che cosa sia esattamente questo organismo, che faccia e quanto costi.

Più che censurare dichiarazioni di parlamentari e giornalisti, il suo compito sarebbe quello di promuovere campagne di sensibilizzazione e rimuovere concrete discriminazioni. Ma troppo spesso appare come il megafono per associazioni che denunciano sistematicamente i «nemici» politici, quasi sempre a destra, per avere visibilità e come una cinghia di trasmissione del consenso per i politici «amici», quelli del giro politically correct .

Nell'elenco delle sue attività, tra iniziative al femminile legate all'Expo, buoni vacanze per extracomunitari, premi per tesi sulle discriminazioni razziali o seminari su «Diversità come valore», spiccano convegni e cerimonie con la presidente Martelli protagonista, ma il sito è anche palcoscenico per campagne lanciate dal parlamentare Pd Kalid Chaouki e per le denunce dell'ex ministro Cécile Kyenge.

Unar per tutto questo impiega circa 25 persone e dal 2010 ha anche un contact center con numero verde e indirizzo web. Il servizio affidato alle Acli, Associazione cristiana lavoratori italiani, è scaduto a giugno ed è stata indetta una nuova gara d'appalto europea, cui è stata data «adeguata» pubblicità sui giornali, come si legge nel decreto del 7 agosto, «in virtù della rilevanza dell'importo»: quasi 1,6 milioni di euro, Iva esclusa. Forse per il periodo estivo o per altro, concorrenti non se ne sono presentati e l'unica offerta è arrivata sempre dell'associazione della sinistra cattolica. È stata giudicata da una commissione ad hoc «congrua e adeguata» e il servizio è stato affidato di nuovo alle Acli.

Sorge una curiosità: quanto movimento ci sarà su questo contact center che raccoglie «segnalazioni, denunce e testimonianze», offre «assistenza immediata alle vittime delle discriminazioni» e le accompagna se decidono di seguire vie legali?