Il calvario di Stasi specchio della giustizia

Rieccoci. Quella prevista per oggi è la quarta sentenza, al termine di altrettanti processi, che Alberto Stasi deve ascoltare per lo stesso reato: omicidio

Rieccoci. Quella prevista per oggi è la quarta sentenza, al termine di altrettanti processi, che Alberto Stasi deve ascoltare per lo stesso reato: omicidio. Le prime due furono di assoluzione; la terza, emessa dalla Cassazione, le ha annullate con l'invito ad approfondire le indagini, segnatamente alcuni indizi «trascurati». Cosicché la Corte d'appello di Milano si è immersa nel lavoro allo scopo di redigere il quarto pronunciamento, la cui lettura in aula avverrà entro stasera.

Inutile dire che l'attesa è densa di suspense. Attesa che per l'imputato è un tormento, per quanto vissuto con dignitosa freddezza. Il delitto fu commesso nell'agosto del 2007. Sette anni ricchi di colpi di scena, tra cui l'arresto dell'accusato (di avere ucciso la fidanzata, Chiara Poggi, poco più che ventenne) e la sua scarcerazione, avvenuta di lì a una settimana per insufficienza di prove. Un tempo tanto lungo non è bastato a risolvere il giallo, ma è stato più che sufficiente per fare a pezzi l'esistenza di Stasi, sottoposto alla tortura di sfibranti interrogatori, rinvii e aggiornamenti, speranze e delusioni.

Una simile serie di supplizi avrebbe stroncato chiunque, inducendolo addirittura al suicidio liberatorio; ed è la conferma che i famosi tre gradi di giudizio non garantiscono affatto l'imputato, semmai lo stressano e lo riducono a un cencio. Non si può campare per anni con la spada di Damocle sulla testa né resistere a un continuo alternarsi di verdetti assolutori e di rifacimenti processuali. Fra l'altro la sentenza odierna, favorevole o no che sia al giovin dottore commercialista, non sarà definitiva. Ce ne sarà comunque una quinta a opera della Cassazione, che convaliderà o annullerà il procedimento.

L'iter giudiziario che abbiamo riassunto dimostra il cattivo stato di salute della Giustizia, la responsabilità del quale non crediamo però sia della magistratura, bensì del potere legislativo che non è capace di introdurre riforme adeguate. Ma forse non è questa la sede idonea ad attaccare il Parlamento più ignavo del mondo. Non mancheranno altre occasioni per farlo. Al momento ci preme osservare cosa sia in effetti cambiato nel secondo appello rispetto al primo, quali prove si siano aggiunte ai labili indizi su cui si erano basati i giudici per assolvere Stasi. Nulla è sostanzialmente mutato.

Si è discusso ancora delle scarpe del presunto assassino, sotto le quali non sono state trovate macchie di sangue; si è riparlato di biciclette e del sapone recante tracce dalle quali è stato ricavato il Dna dell'imputato. Tutta roba vecchia e già ben usata dalla difesa: il sangue era secco e, istintivamente, Alberto aveva in ogni caso evitato di calpestarlo; le biciclette non si capisce che c'entrino con l'omicidio; quanto al Dna, ovvio che fosse presente in bagno, sul lavabo, dato che il fidanzato di Chiara frequentava quotidianamente casa Poggi.

Solo due i dettagli inediti, ma ininfluenti: sotto le unghie della vittima c'era il Dna (di un individuo) col cromosoma Y «non del tutto incompatibile con quello di Stasi». Una scoperta che si commenta da sola. Il secondo particolare attiene alla tempistica del delitto, che potrebbe essere stato commesso nell'arco di pochi minuti. Sottolineiamo «potrebbe».

La logica suggerisce che se gli elementi nuovi sono quelli appena descritti, inconsistenti, la sentenza di oggi non potrà essere diversa dalle precedenti, cioè quelle assolutorie e azzerate dalla Cassazione. Ma non si sa mai.

 

Commenti
Ritratto di bergat

bergat

Mer, 17/12/2014 - 20:25

Purtroppo caro Feltri la giustizia è schizoide. E' una vergogna e mi fa pena vedere la gioia della signora Stasi per la condanna del fidanzato della figlia, come se i 16 anni inflitti a Stasi riportassero in vita sua figlia

Chaperout

Mer, 17/12/2014 - 20:44

BASTA TASSE, BASTA TASSE, BASTA TASSE.

scipione

Mer, 17/12/2014 - 20:47

Secondo il mio modestissimo parere,non c'e' la prova della colpevolezza al di sopra di ogni minimo dubbio. Inoltre non capisco perche' le indagini siano state unidirezionali nonostante ,se non erro,che la povera Chiara avesse un giro di amici molto nutrito.

elalca

Gio, 18/12/2014 - 06:24

ma siamo sicuri che non sia stato bossetti o che stasi non sia il nipote di guerinoni? io chiamerei qualcuno del ncis per aiutare coloro che svolgono le indagini e un paio di cartomanti per quei cialtroni di giudici

Ritratto di franco.brezzi

franco.brezzi

Gio, 18/12/2014 - 07:33

E qualche tronfio, ampolloso ed ignobile retore, formatosi alla scuola del nostro presidente, ha il coraggio di chiamare l'Italia "patria del diritto". Che schifo! (Beh, ripensandoci, visto che certamente sarebbe impossibile parlar di "patria del dovere"...)

strettara

Gio, 18/12/2014 - 09:19

Non sono per niente esperto di legge, ma le stranezze della legge italiana sono evidenti. Credo fra l'altro che solo in Italia uno può essere processato diversi volte per uno stesso delitto dopo una sentenza di assoluzione, ma forse mi sbaglio. Sicuramente il sistema ha bisogno di riforme. Purtroppo queste vanno sempre dalla parte sbagliata, almeno visto col occhio del buon senso, e solitamente servono gli interessi di partiti e criminali potenti.

Oraculus

Gio, 18/12/2014 - 10:04

Chiara come Federica , assassinate da chi poi si sottrae all'espiazione del corcere con l'ostinazione piu' perfida immaginabile...Chiara e Federica avevano solo due possibili assassini , inimmaginabili altri , le sofferenze di Stasi libero non sono paragonabili a quelle di Chiara...morta!! , 16anni sono , tutto sommato , un buon affare per un giovane assassino...per l'latro invece aspettiamoci...l'ergastolo anche se una incomprensibile clemenza lo relega agli arresti domiciliari.... Mi spiace caro Vittorio ma questa volta (l'unica in tanti anni) non sono d'accordo con te. Abbi comunque sempre la mia miglior stima e da coetaneo ti auguro un sereno Natale e un felice anno nuovo .

Rossana Rossi

Gio, 18/12/2014 - 11:03

Questi ignobili balletti della nostra pseudo-giustizia dimostrano come oltre ad aver giudici cialtroni non siamo in grado di svolgere indagini serie e certe.

Ritratto di genviello

genviello

Gio, 18/12/2014 - 13:05

Dire pero' che questo secondo processo d'appello non abbia apportato nessun elemento nuovo, non mi sembra molto corrispondente alla verita'! E' stata fatta una perizia sulla famosa "camminata" molto piu' precisa ed approfondita; e' stato scoperta la sostituzione dei pedali delle biciclette; e' stato scoperto che Stasi aveva comperato un paio di scarpe fatte poi sparire. Beh mi sembra davvero un buon lavoro che ha evitato la consumazione di un grave errore giudiziario (tale deve considerarsi anche l'assoluzione di un colpevole e non soltanto la condanna di un innocente)!

Klotz1960

Gio, 18/12/2014 - 13:50

E' stracolpevole, caro Feltri, perche', in sintesi, nessun innnocente si comporterebbe come lui. Lo scandalo e' solo nei tempi della condanna definitiva e nelle precedenti sentenze di assoluzione.