Cattaneo lascia, Telecom senza pace

Vivendi licenzia l'ad Cattaneo. Tra i punti di dissidio la strategia sulla banda larga e i diritti del calcio

Flavio Cattaneo lascia Telecom. Lunedì ci sarà la riunione del comitato nomine e un cda per la definizione dei rapporti con l'ormai ex amministratore delegato. La chiusura del rapporto è stata definita consensuale anche se non ci sono comunicati ufficiali da parte di Telecom e di Vivendi, azionista di maggioranza della società con il 23,9%, che ha voluto queste dimissioni anticipate rispetto al termine del contratto di Cattaneo il 2020. Insomma il dato è tratto.

Cattaneo formalmente resta in buoni rapporti con Vivendi tanto che dovrebbe essere, come annunciato, alla presentazione dei servizi innovativi a Milano mercoledì prossimo. E sarà anche presente al cda sui conti semestrali del 27 luglio e alla conference call con gli analisti del 28. Ma certo la frattura c'è stata. Cattaneo è stato allontanato perchè non gode più della fiducia del patron di Vivendi, Vincent Bollorè.

Al centro della vicenda una serie di episodi, di scelte strategiche del manager per Telecom, che non avrebbero favorito le politiche di Vivendi in Italia. Oltre alla questione banda ultralarga, dove il manager ha deciso di non partecipare ai bandi Infratel mettendosi contro alle volontà del Governo, c'è anche la trattativa con Mediaset per i diritti del calcio. In pratica Vivendi, per sanare la vicenda con il Biscione per il mancato acquisto della pay tv Premium, punta alla condivisione dei diritti per la trasmissione delle partite di serie A tra Telecom e Mediaset. I diritti però costano e Cattaneo più di tanto non voleva spendere. Risultato: l'incontro tra i vertici Telecom e quelli Mediaset, dove sarebbe stato presente anche Amos Genish, il manager che Vivendi vuole in Telecom al posto di Cattaneo con il ruolo di direttore generale, ha portato a un nulla di fatto. Certo non ci sono conferme ma solo rumors.

Gli stessi che hanno mandato in altalena il titolo per giorni e obbligato Consob ad inviare gli ispettori nelle sedi della società. Anche ieri Telecom ha perso circa l'1% in Borsa. In realtà dall'arrivo di Cattaneo, nell'aprile del 2016, nonostante i tagli alle spese, il titolo è più o meno inchiodato intorno agli 80 cent. Un particolare questo che non fa piacere agli azionisti, in primis Vivendi che ha Telecom in portafoglio a 1,3 euro, ma non turba Cattaneo. Il suo non indifferente bonus, 50 milioni di euro, valido anche in caso di licenziamento, non è legato alle performance di Borsa ma ai tagli alle spese e al debito e soprattutto all'aumento dell'ebitda (oltre 1 miliardo di euro), target già raggiunti. Secondo gli accordi il compenso deve essere corrisposto tutto insieme nel 2020 per l'80% in azioni e per il resto in contanti. Ed è forse per questo che ieri voci indicavano il manager disposto ad accontentarsi, si fa per dire, forse anche della metà del bonus previsto, sui 25 milioni.

Comunque della trattativa dovrebbe far parte anche la tempistica del pagamento che resterebbe al 2020. In ogni modo un eventuale accordo dovrà essere vagliato ed approvato dal cda di Telecom convocato per lunedì. Mentre giovedì prossimo a Roma alle 14 si svolgerà quello per i conti del semestre. Dove Cattaneo sarà presente. Il nuovo assetto sarà comunque definito rispettando la corporate governance. In campo dovrebbero scendere il vicepresidente Giuseppe Recchi, che potrebbe diventare ad, e il presidente Arnauld de Puyfontaine.

Entrambi i manager dovrebbero far parte del possibile triumvirato che, insieme a Amos Genish come direttore generale, l'unico del terzetto davvero esperto di tlc avendo fondato in Brasile il gestore a banda ultralarga Gvt, guiderà la compagnia. L'annuncio ufficiale da parte di Telecom, che ha dovuto sciogliere gli indugi visto il pressing di Consob, arriverà comunque solo dopodomani, lunedì. Ma certo fino a quando la governance di Telecom non sarà definita non si fermerà l'altalena del titolo.