Ma che tristezza quell'Inno cambiato per il marketing

La strofa modificata in "siam pronti alla vita" da un arrangiatore è piaciuta a Renzi. Ma "Fratelli d'Italia" è storia e l'Expo non è una buona ragione per farselo su misura

Il problema a quanto pare sono i bambini. L'inno italiano è vietato ai minori. Come cavolo si fa a cantare una strofa del genere? Siam pronti alla morte l'Italia chiamò. Purupum, purupum, puru pum pum pum pu. Morte. Morte non va bene. Morte è una brutta parola. Non si è mai pronti alla morte. Forse non lo era neppure quel ragazzo di ventuno anni che in un giorno di luglio si beccò una pallottola francese nella gamba. Era sulle mura del Gianicolo. A Roma. Non c'era l'Expo. Non c'erano neppure gli incappucciati. La meglio gioventù del 1849 era lì per un'idea stramba: la libertà. Ricordate Armellini, Mazzini e Saffi? Napoleone III che arriva in soccorso di Pio IX. La Repubblica romana che cade. Garibaldi in fuga e Anita che muore nelle paludi di Comacchio.

Il ragazzo crepa di cancrena. Si chiamava Goffredo Mameli. Ecco, le parole sono sue. Queste. Queste di «siam pronti alla morte». Queste che i bambini italiani non possono cantare. Scusatelo. Non poteva saperlo. È morto troppo giovane.

«Siam pronti alla vita l'Italia chiamò». L'idea è della moglie di Stefano Barzan, 51 anni, arrangiatore e produttore musicale. Fa l'arredatrice. «Eravamo ad un incontro di calcio di bambini che prima dell'inizio hanno cantato l'Inno - racconta - Alla strofa finale le si è voltata e mi ha detto: ma che tristezza far dire a dei bambini che sono pronti alla morte, quando dovrebbero parlare solo di vita». L'idea è piaciuta anche a Renzi, assicurano. È in sintonia con il tema di Expo, che parla di vita, di cibo, di energia positiva. Non c'è spazio per la cancrena di Mameli. Porta sfiga.

E se qualcuno domani decide che il rosso della bandiera è troppo sanguigno e lo declina in un arancione da sole dell'avvenire? È vero, il tricolore è in Costituzione, ma non si sa mai.

Barzan dice che non è che sia stato censurato o modificato l'inno. «È una elaborazione originale liberamente ispirata». Ok. Ci sono sicuramente guai maggiori in questa Italia senza Risorgimento. Solo che l'inno è qualcosa di più di qualche strofa messa in croce. Non ti svegli un giorno e dici: ma perché non faccio un bel lavoro di editing su quei quattro concetti buttati giù da Mameli? Negli Stati Uniti, solo per fare un esempio, non si può storpiare una nota di The Star-Spangled Banner. È vero. Tante nazioni hanno cambiato l'inno. La Germania ha ripudiato almeno a parole il suo Deutschland Deutschland über alles. Questo però avviene quando ci sono rivoluzioni o cambiamenti di regime. Non si fa editing per l'Expo. Non si cambia l'inno perché magari non piace all'ufficio marketing. O almeno smettiamola con la retorica che gli azzurri non cantano l'inno, gli oriundi non lo sanno e ci sono quelli che muovono le labbra senza voce. Oppure ognuno si faccia il suo Fratelli d'Italia su misura.

Che inno strambo. Soprattutto in quella seconda parte che nessuno canta mai. «Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi». E quei riferimenti al cuore di Ferruccio, ai bimbi d'Italia si chiaman Balilla, ai giunchi che piegano le spade vendute, all'aquila d'Austria le penne ha perdute e al sangue polacco bevè col cosacco ma il cor le bruciò. Buttiamo tutto?

Poi, certo, ci sono i bambini. Non devono sapere. Mameli così finisce per passare per un nichilista, per uno che andava a cercare una bella morte, uno che stava lì a fare chiasso e a mettersi nei guai. Una sorta di esaltato black block. Sembra una lettura papalina. «Siam pronti alla morte». Meglio la vita. Chiaro. Mameli non vedeva l'ora di farsi ammazzare a ventun'anni. Chissà se e come l'insegnano il Risorgimento alle elementari. Chi sono questi tipi che sono disposti a morire per una cosa astratta come l'unità d'Italia? Una cosa che in teoria non si mangia. Una cosa che non trovi all'Expo.

Magari invece i bambini ti sorprendono. E sanno che si è pronti alla morte solo per qualcosa che uno come Mameli riteneva indispensabile. Anche il suo era un inno alla vita, perché in quell'estate del 1849 stava mettendo in gioco tutto quello che aveva.

Commenti
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Loudness

Dom, 03/05/2015 - 10:07

Fermiamo un attimo il fotogramma, sostituiamo Renzi a Berlusconi e proviamo a pensare cosa sarebbe accaduto a sinistra se il Cavaliere avesse sostituito un pezzo dell'Inno.

VittorioMar

Dom, 03/05/2015 - 10:16

Non trovando di meglio ,hanno ucciso MAMELI!!

VittorioMar

Dom, 03/05/2015 - 10:29

Siamo un popolo di poeti e parolieri ,bastava fare una canzone simbolo dell'evento!!

Luci60

Dom, 03/05/2015 - 10:34

asini asini asini asini asini vergognatevi

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stenos

Dom, 03/05/2015 - 10:39

Ormai il pupazzo fa danni ovunque mette mano.

blackbird

Dom, 03/05/2015 - 10:46

Renzi può tutto! Grande. Non emula Berlusconi, al quale non è andata dritta una che sia una, emula uno che ha guidato l'Italia nella prima metà del '900, dopo la Grande guerra. Anch'egli veniva da un partito di sinistra, il Partito Socialista, e seppe giudare il Belpaese con il consenso della stragrande maggioranza degli italiani: come Renzi!

blackbird

Dom, 03/05/2015 - 10:48

Insomma, non sappiamo essre italiani! Cantiamo l'inno nazionale con la mano sul cuore: scopiazzando gli americani. Come Cossutta quando doveva combattere Bossi! Non uno che lo canti come prescrive la "forma": sull' "attenti"!

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antonio4747

Dom, 03/05/2015 - 11:20

Qui si vuole affermare che un giorno una signora ha deciso di sostituire le parole dell'Inno Nazionale e nessuno dei responsabili dello Stato ad iniziare dal Prefetto ha avuto nulla da obiettare? Nessun ciglio si è alzato sorpreso mostrando il disappunto per una proposta così indecente? Mi meraviglio assai che ciò accada in un Paese come l'Italia così attento ai valori da rispettare dove in ogni occasione ci riversano addosso fiumi di retorica. Chissà cosa ne pensano sul supremo colle di questa vicenda...

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FanteDiPicche

Dom, 03/05/2015 - 12:31

Speriamo che almeno sia l'avvio delle comiche finali, e che poi si possa rifare l'Italia.

Linucs

Dom, 03/05/2015 - 13:03

Persiste la triste confusione tra "libertà" e "unità d'Italia".

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rosario.francalanza

Dom, 03/05/2015 - 13:49

Gent. Dr. Macioce, certo, potevano fare un inno ufficiale e risolvere così il problema: siamo o no un popolo di cantautori? Ma siamo, in verità, 'nichilisti': mischiamo sacro e profano. Penso che l'inno d'Italia rifletta perfettamente l'aspetto apparentemente 'leggero' del 'Belpaese'; in verità siamo un popolo triste, depresso, cupo; che scarica con 'chitarra e mandolino' e qualche cupola e affreschi, la sua sostanziale diffidenza e noia. Anche e soprattutto reciproca ('stringiamoci a coorte'? ma 'ddechè?). In quale altro inno c'è la parola 'morte'? Gli altri Stati hanno mai affrontato, eventualmente, questo problema? E poi, comunque, è radicalmente sbagliato far cantare un inno patriottico ai bambini: che sono, per natura, 'ostili' al concetto di 'Patria'. Magari capiscono il territorio come bande di bulli, ma quello (forse) è un altro discorso!

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02121940

Dom, 03/05/2015 - 16:05

Che dire? Una pena. La deformazione dell’inno è un particolare secondario, anche se alquanto ridicolo, almeno in una giornata che ha offeso l’Italia ed il suo popolo, se ancora ci sono. Abbiamo assistito ad una battaglia urbana, con una polizia maldestramente guidata, usata come scudo della manifestazione politico economica. Una coppia di penosi governanti ha confermato la sua incapacità di operare, essendo tagliata solo per le chiacchiere, entrambi da licenziare al più presto: se ne rendano finalmente conto anche a sinistra. Il paese e l'economia non si governano con le chiacchiere: “facta non verba”. Di parole ne abbiamo sentite anche troppe. Ora basta, facciamola finita.

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d-m-p

Dom, 03/05/2015 - 17:56

Cosa vuol dire cambiare l'inno ? Bisogna proprio essere ?????????

Beaufou

Dom, 03/05/2015 - 18:14

Questi qui che hanno cambiato ritmo e parole dell'inno credevano di essere a una recita dell'oratorio. Ditegli che non è proprio così, con l'Inno Nazionale. Pagliacci.

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pinox

Dom, 03/05/2015 - 20:26

davanti al fatto che un nominato sta cambiando da solo la legge elettorale, e che con questa nuova legge continueremo a non eleggere nessuno, ma solo dei simboli, cosa volete che sia il cambio della strofa dell'inno. l'inno di cosa? di una nazione che non esiste? di una democrazia incompiuta dove il susseguirsi di ciarlatani al comando non è sotto il controllo del popolo?

Giorgio Mandozzi

Dom, 03/05/2015 - 20:40

Non abbiamo mai avuto, e non abbiamo, rispetto per lo stato italiano, meno che mai per l'inno nazionale. Che fino a qualche anno fa, se lo suonavi, ti davano del fascista con la massima soddisfazione dei dirigenti del PC (Napolitano incluso). E quindi perché meravigliarsi se ne fanno scempio? Penso che nessun altro paese al mondo si sarebbe fatta venire un'idea così blasfema! Ma si sa': a Renzi si concede tutto quello che, in condizioni diverse, avrebbe portato milioni di persone in piazza!

Giacinto49

Dom, 03/05/2015 - 21:34

Demagogia squallida di cui molti di quei bambini, tra vent'anni, si vergogneranno. La variazione di testo è banale ed infantile, quella musicale è velleitaria e stravolge il ritmo originale di marcia.

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aldolibero

Dom, 03/05/2015 - 21:44

I programmi inutili del mattino facciano un'intervista a questa inutile persona, cosi' da stimolare qualche utile dibattito. Che pena sentire e vedere quella scena, pensando ai giovani mandati a morire per nulla.E c'e' ancora gente orgogliosa di essere italiana. Guardare,sentire,ragionare per loro e' impresa impossibile.

monati50

Dom, 03/05/2015 - 23:55

Sono gli intelligentoni pagati solo per fare cxxxxxe. Considerare strafalcioni simili intelligenti, abbiamo raggiunto livello di storia e deficienza mentale senza limiti. Mi hanno sbricciolato i maroni.

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ContessaCV

Lun, 04/05/2015 - 10:02

Un Inno è un Inno e non si cambia. Queste paturnie di cambiamento sul tipo cambiamo l'Italia, cambiamo la Costituzione, cambiamo la Scuola sono deliri di onnipotenza e sono veramente penose, tenendo conto del fatto che non stanno cambiando nulla e sparano solo bolle di sapone.Qui l'unica cosa che è cambiata veramente, oltre all'Inno di Mameli, è che il Paese si sta impoverendo ogni giorno di più e la qualità della vita degli Italiani sta scendendo a rotta di collo tanto che l'Italia si trova al 50° posto fra Ecuador, Bolivia e Moldavia come grado di felicità della popolazione.

zucca100

Lun, 04/05/2015 - 11:04

L,inno e' stato reso meno lugubre, tutto qua. L'idea è' piaciuta ai bambini, ho parlato con un paio di loro, sono amiche di mia figlia. Piantiamola con i complotti. Piantiamola di attaccare renzi sempre e comunque. Su, svegliamoci. Anche tu macioce, sorridi un po', mameli sono sicuro che non si sarà offeso

unosolo

Lun, 04/05/2015 - 12:47

è pericoloso , ascoltando bene i suoi interventi senza contraddittorio si evidenzia la paura di uscire di scena , è coperto sicuramente altrimenti non poteva schierarsi intorno solo personaggi a lui devoti , scambi , baratti , chissà quante persone hanno preso posti di prestigio che noi mortali pagatori di tasse non conosciamo , specie i pensionati che perdono soldi , le pensioni vengono rosivate di 25 / 30 euro al mese o quasi , questo da gennaio figuriamoci i stipendi .ladri e ci stanno levando soldi direttamente in tasca.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 04/05/2015 - 13:00

Obiettivamente quel "Siam pronti alla morte" non è vicenda da inno nazionale. L'inno di Mameli è al massimo una canzone da caserma. Meglio sarebbe allora il "Va' pensiero" di Giuseppe Verdi perché evoca la "mia Patria, sì bella e perduta".

zucca100

Lun, 04/05/2015 - 14:34

E' un decisionista, se anche pericoloso lo vedremo. Se si, lo manderemo a casa