La Conferenza sul Clima ferma nel tempo. Solo un laboratorio può salvare il pianeta

Le conclusioni del negoziato sono le stesse di tre anni fa. Ma sono sbagliate

D opo due settimane di negoziati nella Conferenza COP24 a Katowice (Polonia) i rappresentanti di duecento Paesi hanno concluso che, al fine di ridurre il riscaldamento globale, è necessario limitare a un grado e mezzo l'aumento della temperatura. Non è una novità: questo era l'obiettivo stabilito dal Trattato di Parigi tre anni fa. Ecco perché si dice che l'obiettivo di Katowice rischia di continuare a restare sulla carta, essendo identico a quello di Parigi.

Su queste colonne è stata proposta la creazione di un Laboratorio mondiale per mettere su basi di rigore scientifico il futuro meteo-climatologico di questo satellite del Sole. Questa proposta è stata accolta con grande entusiasmo dalla comunità scientifica. In Europa gli scienziati della WFS (World Federation of Scientists) hanno posto in primo piano l'Italia, grazie alla costante attenzione con la quale il presidente Sergio Mattarella segue i Progetti sulle frontiere scientifiche legate allo studio del Clima. In Asia è in testa la Cina il cui presidente Xi Jinping ha posto l'obiettivo di un «miracolo economico-sociale» che ha nelle sue radici lo studio climatologico-ambientale. Una cosa è sicura: il futuro di questo satellite del Sole ha bisogno di una forte alleanza tra politica e scienza. Il motivo di questa grande alleanza sta nella novità culturale che viviamo senza che l'opinione pubblica mondiale se ne renda perfettamente conto. La novità sta nel fatto che con la parola «Clima» si indica non una sola cosa bensì un enorme numero di cose. Infatti quella cosa cui diamo il nome di «Clima» ha 72 componenti, ciascuna delle quali è un'«Emergenza Planetaria». Il primo passo sta nel distinguere tutto ciò che riguarda il Clima da ciò che riguarda l'inquinamento planetario. È un grave errore mescolare queste due classi di problemi.

Il rigore scientifico esige che si studino oltre al surriscaldamento planetario anche la deforestazione, la perdita della biodiversità e ciò che la popolazione terrestre deve richiedere agli ecosistemi senza superare il budget annuale delle risorse naturali. I problemi che genera l'inquinamento vanno distinti dai problemi legati al clima.

Volendo cercare di descrivere in modo rigoroso questo enorme numero di «cose» viene fuori un sistema di equazioni differenziali non lineari, accoppiate. Ne abbiamo discusso più volte su queste colonne. La matematica stabilisce che quando in un sistema del genere il numero di equazioni è eguale o superiore a tre, non è possibile che si possa arrivare ad avere una formula (com'è ad esempio l'equazione di Newton) per descrivere l'enorme numero di «cose» che entrano in gioco nel «Clima». Nessuno può quindi illudersi di potere tirare fuori una formula per descrivere il «Clima».

La memoria ci deve aiutare a non ripetere gli errori del passato. L'esempio più clamoroso è il famoso Buco dell'Ozono. Non c'era modo di avere un accordo tra tutti i governi per combattere il «Buco». Infatti molti scienziati sostenevano che l'origine del «Buco» doveva essere di natura dinamica: la Terra gira su sé stessa come fosse una trottola. È questo movimento (da cui nascono il giorno e la notte) che genera il buco dell'ozono. Altri scienziati però erano invece convinti che quel buco aveva origini chimiche. È stata la Wfs a mettere in evidenza lo studio sulle possibili origini chimiche del «Buco». Fu studiando queste origini che venne una incredibile scoperta: basta una sola molecola di CFC (Cloro Fluoro Carburi) per distruggere centomila molecole di ozono. L'origine del «Buco» non era quindi di natura dinamica ma chimica. A questo punto tutti i governi del mondo fecero le leggi necessarie per proibire l'uso dei CFC.

Ecco il motivo del successo col quale la comunità scientifica ha accolto la proposta di un Laboratorio mondiale per lo studio del Clima. Lo studio del riscaldamento globale deve essere al centro dell'attenzione di tutti gli scienziati. C'è in gioco il futuro del nostro pianeta. La guida per tutti i governi deve essere la verità scientifica. Il progresso civile, economico e sociale nasce nei nostri laboratori. Se smettessimo di fare scoperte, i nostri posteri avrebbero la stessa tecnologia che noi abbiamo oggi. Sul clima è necessario creare un Laboratorio mondiale che produca la verità scientifica su ciò che bisogna fare per salvare il pianeta.