Così Ankara è tornata indietro di un secolo

Il leader ha reislamizzato il Paese circondandosi di una casta di fedelissimi

C ent'anni dopo il «grande malato» d'Europa è di nuovo tra noi. In solo 15 anni Recep Tayyip Erdogan è riuscito a riportare la Turchia indietro di un secolo riconsegnandola a quello stato pre-agonico da cui si salvò soltanto grazie ad Atatürk. Ma oggi il kemalismo non c'è più. Pur di cancellarlo e risvegliare l'antico sogno di un Califfato Ottomano Erdogan ha spazzato via i vertici di quell'esercito e di quella magistratura che lo difendevano. Al posto loro c'è oggi una casta di fedelissimi del Sultano accuratamente selezionata tra le fila più radicali dell'islamismo turco. Un Islamismo accuratamente dissimulato quando c'era bisogno di consolidare il potere e guadagnarsi la fiducia dell'Europa, ma lasciato libero di manifestarsi senza più freni non appena Erdogan s'è illuso di poter restaurare l'antico Impero. Lì è iniziata la veloce parabola che dopo aver portato ad uno sviluppo senza precedenti la Turchia l'ha consegnata al disastro.

Rilanciata l'economia, Erdogan l'ha regalata ai propri fedelissimi concedendo a loro quei finanziamenti senza limiti che hanno trasformato il Paese in un immenso cantiere destinato a produrre opere gigantesche quanto inutili. Ma questa spropositata mitomania nasconde qualcosa di molto peggiore. Dietro all'egotismo narcisistico e autoreferenziale del presidente turco marcia compatto quel buon cinquanta per cento della popolazione che si è progressivamente allineata su posizioni sempre più radicali. Una metà del Paese che continua non solo a votarlo, ma a riconoscergli il merito di avere ridato libertà d'espressione allo zelo islamista, nel nome del quale il presidente non ha esitato a finanziare e armare i Fratelli Musulmani in Libia e Siria. E non ha esitato a rincorrere con il plauso popolare la restaurazione dello Stato Ottomano. E sempre con il sostegno di quel cinquanta per cento di zeloti è arrivato a stracciare qualsiasi accordo di pace con i curdi per ridare il via alla peggiore delle repressioni. Fino a stringere patti scellerati con lo Stato Islamico dalla Siria all'Iraq. Per non parlare della tremenda repressione interna scatenata dopo il golpe del luglio 2016.

Ma l'Europa, pronta oggi a piagnucolare di fronte ai crediti a rischio delle sue banche, farebbe meglio a risparmiare inutili lacrime di coccodrillo. Non più di tre anni fa osservò con silenzio ipocrita il patto scellerato di una Turchia pronta non solo ad armare lo Stato islamico, ma anche a rimettere sul mercato internazionale il greggio consegnatole a buon mercato dai terroristi dello Stato islamico. E rasentò l'ignominia quando risolse la guerra a colpi di migranti condotta contro di lei da Erdogan regalandogli sei miliardi di euro. Oggi tutti questi nodi stanno venendo al pettine, ma non illudiamoci di curarli con una rapida sforbiciata. L'Erdogan che minaccia di abbandonare la Nato per abbracciare la Russia di Putin è forse il minore dei problemi. La casta dei suoi fedelissimi non è certo disposta a rinunciare all'oro e ai dollari in contanti accumulati in questi anni. Ed è probabilmente disponibilissima a farlo cadere pur di mantenere le ricchezze accumulate. Il problema è quel che verrà immediatamente dopo.

La Turchia divisa tra un cinquanta per cento di zeloti islamisti, un diciotto per cento di curdi e un etereo trenta per cento conteso tra nazionalisti, kemalisti e vecchi comunisti è ormai una Paese senz'anima. Una nazione dove il potere resta nelle mani di una casta islamista pronta forse a liberarsi del proprio Sultano, ma non del fanatismo che domina i vertici di esercito, grandi imprese, magistratura, scuole e università. Tagliare la testa del serpente o il tumore non sarà sufficiente a curare il grande malato perché la metastasi islamista è ormai dilagata in tutto il corpo della nazione. E all'orizzonte non s'intravvede il profilo di un nuovo Atatürk.

Commenti

Happy1937

Dom, 12/08/2018 - 09:00

E in Italia lo ricevono in pompa magna Gentiloni, Mattarella e il Papa!

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Dom, 12/08/2018 - 09:03

e fa male, un comunista islamico va soltanto indietro, mai avanti.....

maricap

Dom, 12/08/2018 - 09:28

La Turchia con la Russia? Tutto dipende da quanto Putin può fidarsi di Erdocane. Certo che per un paese cristiano, allearsi con un paese di islamisti fanatici, comporta seri rischi di essere traditi alla prima occasione. Quanto è appena avvenuto con l'Europa, docet.

venco

Dom, 12/08/2018 - 09:48

L'islam fa comodo perche comandano i maschi più forti.

nopolcorrect

Dom, 12/08/2018 - 09:54

"la Turchia l'ha consegnata al disastro". Quando Erdogan dice che non ci sono problemi perché i Turchi hanno Allah, allora siamo non uno ma diversi secoli indietro. Povera Turchia!Il povero Ataturk si rivolterà nella tomba. A questo punto mi permetto di suggerire ad Erdogan di tornare all'alfabeto arabo per la lingua turca, così il disastro sarà completo.

casalvento

Dom, 12/08/2018 - 10:02

Il sogno russo è sempre stato Costantinopoli, la seconda Roma, la capitale degli ortodossi, la porta per il Mediterraneo. Le truppe dello zar arrivarono a pochi chilometri non molto tempo fa. C'è sempre speranza.

nopolcorrect

Dom, 12/08/2018 - 10:43

Putin è oggi forse il più abile politico a livello mondiale, con tutta l'astuzia e la durezza di un ex agente del KGB. Ha difeso il suo amico Assad per avere un piede nel Mediterraneo ed ha eliminato il califfato dei teagliagole dell'Isis. La Turchia potrebbe essergli ora utile per avercene un altro.

Ritratto di stenos

stenos

Dom, 12/08/2018 - 12:34

Era l'unico stato di religione islamica ma laico che si avvicinava all'occidente e il mostro islamista spalleggiato da usa e ue l'ha riportato al medioevo, ora non sanno più cosa fare.

agosvac

Dom, 12/08/2018 - 13:32

Che erdogan avrebbe portato la Turchia alla rovina si era capito da tempo. Non sono molto d'accordo sul fatto che abbia un seguito così vasto. Credo che ci siano molti che rimpiangono il periodo in cui la Turchia era una nazione libera in cui si poteva andare in vacanza senza alcun pericolo di essere messo in galera per non rispettare i dettami dell'Islam radicale. Che cadrà in tempi brevi è molto facile. Speriamo che prima non faccia danni troppo gravi.

ANTONIO1956

Dom, 12/08/2018 - 14:25

Tutto quello che è legato all'Islam prima o poi è destinato a fallire semplicemente perché NON ha senso ne può essere accettato in una società civile di stile occidentale.

Ritratto di Professor...Malafede

Professor...Malafede

Dom, 12/08/2018 - 16:39

Tutta colpa di un mascalzone (e forse anche ubriacone) che in pubblico gioca a fare il sultano. Chissà se la profezia del monaco greco Paisios sarà vera. Staremo a vedere...

Ritratto di tomari

tomari

Dom, 12/08/2018 - 17:39

Sta solamente applicando la decrescita felice, tanto cara agli adepti della Casaleggio & Associati. Votate, votate per i grulloni...Poi non lamentatevi...

killkoms

Dom, 12/08/2018 - 22:23

contenti i turchi (e le turche..)!